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Educazione sessuo-affettiva negli asili. Lega: famiglie indignate, fermare iniziativa Salis

Silvia Salis e Paola Bordilli (Lega)

“In merito all’introduzione di percorsi di educazione affettiva e relazionale nelle scuole dell’infanzia, riteniamo doveroso ribadire con assoluta fermezza un principio che non ammette ambiguità né forzature: l’educazione, soprattutto su temi così delicati, è prerogativa primaria delle famiglie, che restano l’unico perno educativo legittimo e insostituibile”.

Lo hanno dichiarato oggi i consiglieri comunali della Lega di Genova Paola Bordilli e Alessio Bevilacqua intervengono sul progetto promosso dalla giunta Salis.

“La scuola – hanno spiegato i leghisti – deve limitarsi ad affiancare e sostenere il ruolo dei genitori, non a scavalcarlo né tantomeno a sostituirsi ad esso con percorsi imposti dall’amministrazione comunale.

Da ieri stiamo ricevendo numerose chiamate da parte di genitori preoccupati e indignati per il modo in cui la giunta Salis attua, ormai da oltre sei mesi, scelte unilaterali su temi così delicati senza alcun preventivo coinvolgimento delle famiglie.

Riteniamo inoltre del tutto pretestuoso e strumentale il tentativo di collegare questo percorso al 25 novembre. Vogliamo ricordare, ancora una volta, che il rispetto della donna, delle emozioni e delle relazioni è stato introdotto nelle scuole proprio dal Governo di centrodestra quando, dal 2024, è entrato a far parte dei programmi di educazione civica scolastica, fortemente voluti dal ministro Giuseppe Valditara, con moduli specifici dedicati a questi temi.

Ci stupisce che il sindaco Silvia Salis, molto più attento alle dinamiche nazionali che a quelle del vivere quotidiano genovese, non abbia minimamente citato questo importante percorso già esistente.

Prima di qualsiasi indirizzo politico o sperimentazione ideologica viene la tutela dei bambini.

La scuola deve sostenere le famiglie, non sostituirsi ad esse.

Chiediamo pertanto alla giunta Salis di sospendere immediatamente ogni iniziativa e di aprire un confronto vero, trasparente e istituzionale con il consiglio comunale e con le famiglie, mettendo fine a scelte unilaterali che stanno alimentando preoccupazione e tensioni tra i genitori”.

“È inaccettabile – ha aggiunto Elisabetta Franzoia, capo dipartimento Pari opportunità e Famiglia della Lega in Liguria – introdurre l’educazione sessuale per bambini di 3 e 4 anni. A quell’età i piccoli devono vivere un’infanzia serena, non essere esposti a temi che non possono comprendere.

Questi contenuti rischiano di confondere i bambini e di scavalcare il ruolo delle famiglie.

L’educazione sessuo-affettiva non ha nulla da condividere con la scuola dell’infanzia, che deve restare uno spazio di gioco, cura e socializzazione.

Chiediamo al sindaco di Genova Silvia Salis di fermare subito la sperimentazione che vorrebbe. L’infanzia va protetta, non mischiata con temi che appartengono ad altre fasi di crescita”.