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Impianto chiusura ciclo rifiuti a Scarpino, Giampedrone: Salis convinca Amiu a dire sì

Sopralluogo della sindaca Silvia Salis a Scarpino (foto di repertorio)

“Apprendiamo con piacere, dalle parole dei vertici dell’amministrazione comunale, che Genova è interessata a candidarsi a chiudere il ciclo dei rifiuti in Liguria. Ritengo che sia un grande passo avanti, dopo che già la passata amministrazione comunale si era espressa in questa direzione.

Se davvero è così, tanto che Silvia Salis ieri si è detta ‘amareggiata’ per la mancata proroga della scadenza per la manifestazione d’interesse all’impianto di chiusura del ciclo dei rifiuti, la sindaca di Genova convinca Amiu a rispondere positivamente all’avviso esplorativo pubblicato da Arlir.

L’azienda genovese avrà poi tutto il tempo necessario per valutare ogni approfondimento propedeutico allo sviluppo del progetto con cui partecipare al futuro bando di gara. Per dire sì bastano due lettere, non serve rinviare di sei mesi la data di scadenza dell’avviso pubblico per la semplice manifestazione d’interesse”.

Lo ha dichiarato ieri l’assessore regionale al Ciclo dei Rifiuti Giacomo Raul Giampedrone.

“Ricordo che l’avviso pubblico per la manifestazione d’interesse – ha spiegato Giampedrone – serve per consentire a tutti i player di mercato di esprimere il proprio interesse con la massima libertà, consapevoli che avranno poi tutto il tempo necessario per ogni approfondimento propedeutico allo sviluppo del progetto con cui partecipare al futuro bando di gara.

Nessuno poi esclude a un player di mercato di non rispondere oggi all’avviso, ma partecipare un domani al bando vero e proprio, quando uscirà.

Quello che interessa a Regione Liguria è arrivare alla realizzazione dell’impianto di chiusura del ciclo dei rifiuti, nell’interesse di tutti i genovesi e liguri”.

Rispetto al luogo e a chi continua a sollevare polemiche sulla Valbormida, l’assessore Giampedrone ha inoltre ribadito che “non tocca alla Regione Liguria dire dove si farà l’impianto né con quale tecnologia. Il Piano regionale dei rifiuti varato nel 2022 fornisce indicazioni ‘escludenti’ per la localizzazione dell’impianto, sulla base delle quali il Rina ha individuato, in modo non esaustivo, cinque macroaree ritenute maggiormente idonee. Saranno i player di mercato a indicare nel loro progetto il luogo e la tecnologia scelta, in accordo con l’amministrazione comunale interessata”.