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Genova, 19enne ferito al volto dopo aggressione omofoba

Genova, 19enne ferito al volto dopo aggressione omofoba
Un coltello (immagine di repertorio)

Arcigay denuncia un attacco all’uscita di una discoteca a Sampierdarena

Un ragazzo di 19 anni è stato ferito al volto con un’arma da taglio durante un’aggressione avvenuta a Genova, nella zona di Sampierdarena, all’uscita della discoteca Virgo. Secondo quanto segnalato, l’episodio sarebbe maturato in un contesto di violenza a sfondo omofobo e avrebbe coinvolto un gruppo di giovani.

L’accaduto è stato reso noto da Arcigay Genova, che ha diffuso una nota pubblica per richiamare l’attenzione sulla gravità dell’episodio e sulle sue implicazioni sociali. Il giovane avrebbe riportato uno sfregio al volto, segno permanente di un’aggressione definita dall’associazione come intenzionalmente intimidatoria.

La denuncia di Arcigay Genova

Arcigay ha qualificato l’episodio come un atto di violenza mirato a colpire l’identità della vittima, sottolineando come il gesto sia riconducibile a una matrice discriminatoria. Secondo l’associazione, si tratta di un’aggressione che non si limita al danno fisico, ma che mira a trasmettere un messaggio di esclusione e paura verso le persone percepite come diverse.

Nella nota diffusa, Arcigay ha espresso solidarietà al giovane coinvolto, evidenziando il valore della denuncia come strumento di tutela personale e collettiva. L’associazione ha ribadito che segnalare episodi di questo tipo rappresenta un atto di responsabilità civile, soprattutto in un contesto in cui le persone LGBTQIA+ possono sentirsi scoraggiate dal parlare apertamente delle violenze subite.

Violenza omofoba e contesto sociale

L’episodio, secondo Arcigay, si inserisce in un quadro più ampio di aggressioni motivate dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere. L’associazione richiama l’attenzione su un clima culturale che, a suo giudizio, tende a minimizzare o normalizzare comportamenti discriminatori, contribuendo a rendere più difficile l’emersione dei casi di violenza.

Il riferimento è a una pressione sociale che spesso spinge le vittime alla prudenza o al silenzio, trasformando l’invisibilità in una presunta forma di protezione. Una dinamica che, secondo Arcigay, finisce per alimentare ulteriormente episodi di intolleranza e aggressione.

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