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Crans-Montana, autopsie sulle vittime italiane: indagini aperte

Crans-Montana, autopsie sulle vittime italiane: indagini aperte
Il locale sequestrato dalla Polizia (foto Telegram)

La Procura di Roma avvia procedimento

L’inchiesta sulla tragedia avvenuta la notte di Capodanno a Crans-Montana si estende anche in Italia. La Procura di Roma ha avviato un procedimento per omicidio colposo plurimo, lesioni gravi e incendio in relazione al rogo che ha causato 40 morti e 116 feriti nel locale notturno Constellation. Tra le vittime figurano sei cittadini italiani, mentre altri 14 connazionali risultano feriti.

L’apertura del fascicolo in Italia

L’iniziativa dei magistrati romani attribuisce all’indagine un profilo internazionale, affiancando gli accertamenti già in corso in Svizzera, Francia e Belgio. Il procedimento nasce a seguito di una comunicazione ufficiale della Farnesina, che ha trasmesso l’elenco delle vittime e dei feriti italiani raccolto tramite le verifiche delle autorità consolari.

Disposte le autopsie sulle vittime italiane

Nell’ambito dell’inchiesta italiana è stata ordinata l’esecuzione degli esami autoptici sulle salme dei cittadini italiani deceduti, accertamenti non effettuati in precedenza dalle autorità elvetiche. Le operazioni medico-legali sono state delegate alle Procure competenti per territorio. A Milano spetteranno gli accertamenti sui corpi di due giovani residenti nel capoluogo lombardo, mentre Bologna e Genova cureranno le verifiche sugli altri casi. La Procura di Genova, in particolare, seguirà gli esami sulla salma di Emanuele.

I proprietari del locale indagati in Svizzera

Parallelamente, a Sion, i magistrati del Canton Vallese hanno convocato Jacques Moretti e Jessica Maric, proprietari del Constellation. I due coniugi di nazionalità francese, già ascoltati in precedenza come testimoni, sono ora formalmente indagati per omicidio colposo, lesioni colpose e incendio colposo. L’interrogatorio in corso rappresenta il primo atto istruttorio nei loro confronti in qualità di indagati.

Le ipotesi sulle cause del rogo

Secondo le ricostruzioni investigative, l’incendio sarebbe stato innescato da un piccolo fuoco d’artificio posizionato su una bottiglia di champagne e sollevato verso il soffitto del locale. Le fiamme si sarebbero propagate rapidamente a causa della presenza di materiali fonoassorbenti altamente infiammabili, accelerando la diffusione del fuoco all’interno della discoteca affollata.

Verifiche su controlli e responsabilità istituzionali

L’attenzione degli inquirenti non si concentra solo sulla gestione del locale. Sotto esame vi è anche l’operato delle autorità locali di Crans-Montana. Il Comune avrebbe ammesso l’assenza di controlli nel locale negli ultimi cinque anni, un dato che potrebbe entrare nel perimetro dell’inchiesta per valutare eventuali omissioni rispetto alle normative vigenti in materia di sicurezza.

Coordinamento tra autorità giudiziarie

Il coordinamento tra le autorità italiane e svizzere prosegue anche sul piano diplomatico. Nei prossimi giorni l’ambasciatore italiano in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, incontrerà la procuratrice generale del Canton Vallese, Béatrice Pilloud, per un confronto sullo stato delle indagini e sulle attività investigative in corso. L’inchiesta italiana procede in parallelo con l’obiettivo di accertare le responsabilità penali legate alla morte dei cittadini italiani coinvolti.

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