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Ivo Chiesa, Troppo ghiaccio è divertente e sarcastico

Ivo Chiesa, Troppo ghiaccio è divertente e sarcastico
Una scena di Troppo Ghiaccio

Lo spettacolo in corso al Teatro Ivo Chiesa, Troppo ghiaccio, si basa su una felice intuizione: è ambientato in un bar allestito nel foyer in orari tardopomeridiani, tanto da rappresentare una sorta di spettacolo/aperitivo per gli spettacoli serali; contemporaneamente vengono serviti, prima della rappresentazione, autentici aperitivi a costi contenuti.

Concepito come il seguito di Tè con niente della serie teatrale EGOSAURI, innesta un’azione rapida, piena di colpi di scena (non esente da un turpiloquio a tratti calzante), che gli attori gestiscono con sagacia e ottime doti espressive.

Siamo in un bar di periferia di una fiacca domenica. Già il titolo pare un simbolo dei contenuti scenici: quando in un bar servono bicchieri traboccanti di ghiaccio, in genere l’apparenza è tanta ma la quantità/qualità  della bibita è poca. Il bar è gestito da tre donne, Alberta, Eva, e Patrizia. Interessante il loro profilo. Alberta (Fiammetta Bellone), la proprietaria, alla richiesta di una cocacola con rum, si rivolge in maniera alquanto maleducata all’unico avventore, il giovane Aldo (Edoardo Roti),  entrato nel bar anche per cercare la fidanzata Luisa.  Reazione ingiustificata quella della donna, che può essere in parte compresa per l’inquietudine interna che la stessa trascina: gli affari  vanno male e si tira avanti tra difficoltà e dilazioni. Alberta mostra ad Eva con un certo candore  le proprie carenze affettive scambiando per tenerezze le carezze lascive e frettolose  nel retrobottega del losco Lo Cicero (Alex Sassatelli), un rappresentante di patatine  con il quale ha un debito che fatica ad onorare: anche se ha qualche dubbio ( purtroppo fondato) sulla sua relazione con il ragazzo. Infatti  il bivalente Lo Cicero sta tallonando Aldo, suo amante  occasionale squattrinato e riluttante, per indurlo a seguirlo, arrivando a minacciare il ricatto.

Eva (Barbara Moselli), la più realista e  internamente strutturata, in qualche modo una sorta di grillo parlante, osserva con freddezza la realtà circostante e arriva a dispensare consigli al giovane Aldo su come si trattengono  sempre tutte le donne: anche se il suo primo pensiero  è salvaguardare il proprio cambio di  turno in quanto Patrizia ( Fanni Wrochna )   tarda ad arrivare. E alla fine   si scopre essere quella attesa “Luisa”e si svelano le menzognette nei confronti di Aldo: ma la ragazza si autogiustifica in quanto, a suo dire, visto che la fine dei rapporti è inevitabile, tanto vale evitare ansie e sentimenti negativi.

Bei quadretti di perfetti narcisisti, disposti ad ogni ipocrisia e sopraffazione per mantenere il proprio ego gonfiato, completati dalle reazioni del quartetto quando capita un cadavere di cui liberarsi… Occasione di risate sono le angosce intorno al presunto cadavere, spassosa ma non priva di un tocco di umanità la cerimonia funebre che le donne gli dedicano. Si ride e tanto su situazioni che, in quanto “teatro”,   possono apparire caricate ma non sono poi così lontane da certe realtà  del cattivo vivere.

Ottime le prestazioni  di un cast felice ed affiatato, un plauso particolare ad Alex Sassatelli per la sua non sempre facile caratterizzazione del personaggio.

Lo spettacolo resta all’Ivo Chiesa  fino al primo febbraio. Durata 70 minuti. vedi per gli orari il link sottostante. ELISA PRATO

Teatro Ivo Chiesa, con Troppo ghiaccio tornano gli “Egosauri”