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Ventimiglia, stop alle sale giochi fino a maggio confermato

Ventimiglia, stop alle sale giochi fino a maggio confermato
Il Consiglio di Stato a Palazzo Spada a Roma

Il Consiglio di Stato respinge il ricorso: gli apparecchi vanno rimossi, ma il locale può continuare altre attività

Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso della titolare di una sala giochi a Ventimiglia, in provincia di Imperia, confermando la validità del provvedimento comunale che impone la sospensione dell’attività di gioco e la rimozione degli apparecchi presenti. Secondo il Collegio, non sussistevano urgenze tali da giustificare la sospensione immediata della misura, che rimane dunque in vigore fino alla decisione di merito.

L’ordinanza evidenzia inoltre che la rimozione delle macchine da gioco non determina automaticamente la chiusura dell’intero esercizio: il locale può continuare a svolgere le altre attività imprenditoriali in attesa dell’udienza pubblica, fissata per il 7 maggio.

Conferma del Tar Liguria e motivazioni del provvedimento

La decisione del Consiglio di Stato conferma quanto stabilito in primo grado dal Tar Liguria, che aveva già rigettato il ricorso della titolare. L’ordinanza comunale contestava diverse irregolarità rispetto alla normativa vigente sulle attività di gioco, inclusa la violazione delle distanze dai luoghi sensibili previste dal “Regolamento Comunale Giochi Leciti e Sale da Gioco” del 2014: la sala, infatti, si trova a meno di 300 metri da una caserma della Guardia di Finanza.

Il Tribunale Amministrativo aveva sottolineato la pluralità di motivi alla base del provvedimento, precisando che contestare uno solo dei motivi non sarebbe sufficiente ad annullare l’ordinanza. Il Consiglio di Stato ha confermato questa impostazione, legittimando il blocco delle attività di gioco fino alla decisione finale sull’appello.

Implicazioni per l’esercizio commerciale

In pratica, la sala giochi dovrà rimuovere gli apparecchi e sospendere le attività di gioco fino a maggio, ma potrà continuare a offrire altre prestazioni o servizi non legati al gioco d’azzardo. La sentenza rappresenta un precedente importante per l’interpretazione delle norme comunali in materia di sale da gioco e conferma la discrezionalità dei Comuni nel far rispettare le distanze dai luoghi sensibili, come caserme o istituti scolastici.

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