Scoperto un appartamento in vico delle Monachette trasformato in una vera fabbrica di capi “taroccati”: tre persone denunciate
È stato un controllo svolto nei giorni scorsi nell’area ferroviaria della stazione di Genova Principe a far emergere i primi sospetti. Durante le verifiche, due persone erano state segnalate in stato di libertà per reati legati alla contraffazione e alla ricettazione. Da quel momento la Squadra di Polizia Giudiziaria della Polizia Ferroviaria aveva avviato un’attività investigativa più articolata, volta a ricostruire la provenienza della merce e a individuare eventuali basi operative nel centro cittadino.
L’approfondimento informativo ha portato a concentrare l’attenzione su un appartamento del centro storico, in zona Prè. La discrepanza tra i movimenti segnalati e il flusso di materiali sospetti ha indirizzato gli agenti verso un alloggio situato in vico delle Monachette, punto nevralgico per la rete di produzione illegale.
La perquisizione e la scoperta del laboratorio
Nelle prime ore del mattino del 25 novembre, su disposizione del Pubblico Ministero della Procura della Repubblica di Genova, la Polizia Ferroviaria e gli investigatori della Squadra Mobile hanno raggiunto l’appartamento per una perquisizione domiciliare. Una volta entrati, gli agenti si sono trovati davanti a un vero laboratorio clandestino, strutturato per la produzione sistematica di capi contraffatti.
All’interno era presente un uomo di origini senegalesi, già noto alle forze dell’ordine per precedenti legati alla contraffazione di marchi e segni distintivi. La perquisizione ha permesso di sequestrare circa 6.000 euro in contanti, tre macchine da cucire, borse, numerosi capi d’abbigliamento e calzature con marchi falsi, oltre a circa un centinaio di etichette di note griffe internazionali, pronte per essere applicate sui prodotti.
Il locale presentava una struttura organizzata: una zona dedicata al taglio e alla cucitura, spazi per lo stoccaggio dei materiali e un sistema di produzione che lasciava intuire un’attività non episodica ma costante, pensata per alimentare il mercato illegale dei falsi.
Le denunce e gli accertamenti in corso
L’uomo trovato nel laboratorio è stato accompagnato in Questura per il fotosegnalamento e denunciato in stato di libertà per ricettazione, contraffazione, introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi. La segnalazione dei due soggetti intercettati nei pressi della stazione di Principe completa il quadro investigativo, portando a tre le persone denunciate nell’ambito dell’operazione.
Gli accertamenti proseguono per chiarire eventuali collegamenti con altre attività irregolari presenti nel centro storico e per ricostruire la rete di distribuzione dei prodotti contraffatti, un fenomeno che continua a rappresentare un danno economico per il commercio regolare e per la tutela del consumatore.
Resta salva la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.
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