Il sindacato denuncia deficit milionari, indagini giudiziarie e rischi per lavoratori e cittadini
La situazione finanziaria di Amt Genova viene descritta dal sindacato CUB Trasporti di via Odero a Genova come sempre più grave e fuori controllo. «Non passa settimana senza che il buco che sta fagocitando Amt diventi ancora più profondo», afferma l’organizzazione sindacale, parlando di un disavanzo che avrebbe ormai raggiunto una soglia compresa tra i 200 e i 300 milioni di euro. Una cifra che, secondo il sindacato, potrebbe non rappresentare il punto finale della crisi.
Amt Genova, indagini su bilanci e dissesto finanziario
Le difficoltà di cassa inciderebbero anche sulla gestione ordinaria. «Le aziende creditrici sono sempre più insofferenti e chiedono il pagamento di milioni di euro, mentre le casse aziendali riescono a stento a sostenere le spese quotidiane», si legge nella nota diffusa dalla CUB.
Le indagini giudiziarie sul bilancio
Nel quadro già critico si inserisce anche l’intervento della magistratura. Il sindacato segnala che «sono emerse indagini per falso in bilancio e bancarotta che coinvolgerebbero più persone», sottolineando come il dissesto di Amt abbia ormai varcato anche la soglia giudiziaria.
Secondo la CUB Trasporti, diventa inevitabile interrogarsi sulle responsabilità: «Chi ha condotto Amt sull’orlo del collasso e per quali scelte gestionali?». Domande che, per il sindacato, non possono essere eluse né scaricate sulle future politiche tariffarie o sui servizi destinati alle fasce più deboli.
Investimenti e scelte contestate
Tra gli aspetti che, a giudizio del sindacato, meritano approfondimenti figurano anche le spese sostenute negli ultimi anni. «I magistrati dovranno indagare sulle centinaia di milioni spesi per filobus che non possono circolare e per mezzi elettrici che non riescono a coprire un intero turno di servizio», afferma la CUB, che richiama anche le criticità legate alla manutenzione e all’elevato numero di veicoli fermi.
Per il sindacato, si tratta di elementi che delineano «una gestione fallimentare» e che rischiano di compromettere definitivamente un servizio pubblico considerato strategico per la città.
Le conseguenze per lavoratori e utenti
La CUB Trasporti esprime forte preoccupazione per le ricadute sociali della crisi. «È fin troppo facile immaginare tempi duri per i lavoratori e per i cittadini di Genova e dell’hinterland», afferma il sindacato, ipotizzando turni più gravosi, riduzioni di personale e peggioramenti normativi, oltre a salari sempre meno adeguati all’inflazione.
Secondo l’organizzazione sindacale, il rischio concreto è che «l’intero costo di anni di scelte sbagliate venga scaricato su chi lavora e su chi utilizza il trasporto pubblico».
Il futuro del trasporto pubblico genovese
Nel documento diffuso, la CUB Trasporti rivendica il ruolo storico e sociale di Amt. «Parliamo di un bene pubblico pagato da tutti i cittadini genovesi, che è stato a lungo un fiore all’occhiello della città», si legge nella nota, che respinge ogni ipotesi di smantellamento o privatizzazione.
Il sindacato conclude ribadendo che «Amt deve continuare a vivere e a svolgere la propria funzione sociale per il benessere della città», aggiungendo che, dopo aver superato momenti storici difficili, l’azienda potrà resistere anche all’attuale fase di crisi se verranno tutelate le risorse pubbliche e il servizio collettivo.
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