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Amt Genova, chiesto il fallimento: debiti per 200 milioni

Amt Genova, chiesto il fallimento: debiti per 200 milioni
Bus Amt in piazza De Ferrari a Genova

La Procura avvia la procedura, udienza fissata il 12 febbraio mentre l’azienda è protetta dai creditori

La Procura di Genova ha presentato istanza di fallimento per Amt, la società che gestisce il trasporto pubblico locale nel capoluogo ligure. Alla base della richiesta vi è la consistenza dell’esposizione debitoria, che ha raggiunto quota 200 milioni di euro, un livello ritenuto incompatibile con la continuità aziendale senza interventi strutturali.

L’entità del passivo sotto la lente della Procura

Il quadro finanziario di Amt evidenzia un indebitamento articolato su più fronti. Una parte rilevante riguarda i rapporti con il sistema bancario, con somme da riconoscere pari a 56 milioni di euro. A questi si aggiungono circa 28 milioni legati al trattamento di fine rapporto dei dipendenti, oltre a 9 milioni di debiti di natura fiscale e previdenziale. Completano il passivo circa 4 milioni nei confronti delle compagnie assicurative.

Fissata l’udienza davanti al tribunale

L’istanza di fallimento sarà esaminata dal tribunale nell’udienza programmata per giovedì 12 febbraio. In quella sede verrà valutata la situazione patrimoniale e finanziaria dell’azienda, alla luce delle misure già attivate e delle prospettive di risanamento presentate.

La protezione temporanea dalle azioni dei creditori

Nei giorni precedenti, Amt aveva richiesto l’accesso a una serie di tutele giudiziarie, accolte il 24 dicembre, che garantiscono all’azienda una sospensione delle azioni esecutive da parte dei creditori per un periodo di 120 giorni. Questo intervallo di tempo è considerato cruciale per impostare un percorso di riequilibrio economico.

Le trattative su contributi e riduzione dei costi

Durante la fase di protezione, uno dei nodi principali riguarda la ridefinizione del contratto di servizio con la Città Metropolitana di Genova. Al centro del confronto vi è la quantificazione di un possibile aumento dei contributi pubblici, ritenuto necessario per sostenere il servizio. Parallelamente, l’azienda è chiamata a individuare interventi di contenimento della spesa per ridurre l’impatto strutturale dei costi.

Il tema del capitale e il ruolo della Regione Liguria

Tra le questioni ancora aperte figura anche l’operazione di rafforzamento patrimoniale già annunciata nei mesi scorsi. L’ipotesi prevede un aumento di capitale e l’ingresso o il consolidamento della partecipazione da parte della Regione Liguria, passaggio considerato strategico per garantire stabilità finanziaria nel medio periodo.

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