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Amt, D’Angelo: da Piciocchi e dalla destra silenzio assordante sulla crisi dell’azienda

Silvia Salis con Simone D'Angelo e Andrea Orlando (Pd)
“La richiesta di fallimento di AMT da parte della Procura di Genova certifica una situazione finanziaria gravissima, con oltre 200 milioni di euro di debiti. Solo grazie all’iniziativa preventiva del Comune di Genova e dell’azienda è stato possibile ottenere dal Tribunale Civile una misura temporanea di tutela per salvare AMT, dopo che era già stata presentata un’istanza di fallimento da parte di un creditore”.
Lo ha dichiarato oggi l’ex consigliere comunale di Genova e attuale consigliere regionale del Pd Simone D’Angelo.
“I numeri – ha aggiunto D’Angelo – parlano chiaro. Oltre 100 milioni di euro di debiti verso i fornitori, quasi 57 milioni verso le banche e 28 milioni verso i lavoratori per accantonamenti TFR.
Per mesi l’ex vicesindaco Pietro Piciocchi e la destra, salvo qualche ammissione a intermittenza seguita da rapide ritrattazioni, hanno negato l’evidenza, liquidando come allarmismo ogni tentativo di risanamento e arrivando ad accusare la sindaca Silvia Salis di manovre politiche per aver messo in discussione chi ha guidato AMT in questi anni.
Oggi è evidente che non si tratta di un imprevisto, ma del conto finale di una gestione che ha rimosso i problemi invece di affrontarli.
Va sostenuto il rigore con cui la sindaca Salis sta affrontando una situazione ereditata durissima e quanto sta mettendo in campo per salvare AMT, garantire il trasporto pubblico e difendere i lavoratori.
Tutte le istituzioni, Regione Liguria inclusa, devono fare la propria parte per sostenere questo lavoro, senza far ricadere sui cittadini la gestione disastrosa degli anni passati.
Da Piciocchi e dalla destra, però, continuano a non arrivare risposte.
E ora che la Procura di Genova è intervenuta, questo silenzio appare ancora più assordante. Le favole sono arrivate al capolinea”.