“Le dichiarazioni della sindaca di Genova Silvia Salis sull’omicidio del giovane studente egiziano da parte di un compagno di scuola marocchino, all’Istituto Einaudi-Chiodo della Spezia, sono l’ennesimo tentativo della sinistra di spostare l’attenzione dalle proprie responsabilità politiche e amministrative”.
Lo ha affermato ieri Cristina Almici, deputata di Fratelli d’Italia, replicando all’intervista rilasciata da Salis al quotidiano la Repubblica in cui la sindaca, fra le altre cose, ha attaccato il Governo Meloni sulla sicurezza: “E’ fondamentale mettere in campo politiche sociali e culturali. Non si può banalizzare, cercare lo slogan o il decretino spot per incassare un consenso immediato, come sta facendo il Governo” o trasformare gli amministratori in “bersaglio” accusando “le grandi città di essere insicure perché sono amminstrate dal centrosinistra”.
Alle parole della sindaca di Genova, la deputata di FdI ha replicato: “Per anni l’immigrazione è stata gestita dalla sinistra non come una questione di sicurezza, integrazione e legalità, ma anche come un vero e proprio affare economico.
Un sistema di accoglienza fondato su flussi incontrollati e su una gestione esternalizzata che ha alimentato circuiti di interessi e finanziamenti pubblici, senza produrre integrazione reale né sicurezza per i territori.
Oggi quel modello è esploso e tutte le sue contraddizioni vengono al pettine: territori lasciati soli, integrazione solo proclamata, problemi evidenti anche nelle seconde generazioni, dove troppo spesso non si è voluto pretendere il rispetto delle regole, dei doveri e della convivenza civile.
Di fronte a questo fallimento, anziché agire e assumersi le proprie responsabilità, la sinistra attacca il Governo e parla di ‘decretini spot’.
È un comportamento ipocrita.
I sindaci hanno strumenti concreti per intervenire: presidio della polizia locale, controllo del territorio, videosorveglianza, collaborazione con prefetture e forze dell’ordine, interventi mirati nelle scuole e nei quartieri più fragili.
Governare significa fare questo, non commentare.
È altrettanto falso sostenere che si agisca solo con la repressione. Il Governo ha avviato progetti strutturati nelle scuole per l’educazione alla legalità, la prevenzione del disagio giovanile e il sostegno ai percorsi educativi. Ma prevenzione non può mai significare tolleranza verso la violenza o rinuncia alle regole.
Il Governo guidato da Giorgia Meloni ha rotto definitivamente questo sistema, rimettendo al centro legalità, sicurezza e responsabilità. Ed è proprio questo che la sinistra non accetta. Perché ha perso il controllo di un meccanismo che per anni ha gestito senza regole.
Quando non si sa più governare si attacca lo Stato. Ma i cittadini vedono la verità: meno affari, meno ideologia, più sicurezza e più legalità”.



















































