Sgominato un circuito attivo su Telegram: coinvolto anche un minorenne, indagini coordinate dalla Polizia Postale
Un’operazione della Polizia Postale ha portato allo smantellamento di un circuito nazionale dedito alla diffusione e produzione di materiale pedopornografico online. L’attività investigativa, durata circa due anni e condotta con modalità sotto copertura, ha individuato al centro della rete un ragazzo di 17 anni, residente nel Comasco, che amministrava gruppi attivi su piattaforme di messaggistica. Da quei canali partivano contenuti illeciti condivisi su scala nazionale, non limitati alla semplice circolazione ma anche alla creazione di nuovi materiali, in alcuni casi generati con strumenti di intelligenza artificiale.
Arresti e denunce in più regioni
L’operazione, coordinata dalla Polizia Postale di Torino con il supporto dei Centri operativi per la sicurezza cibernetica di Piemonte, Valle d’Aosta, Genova e Brescia, ha portato all’arresto di tre uomini e alla denuncia del minorenne. In manette sono finiti un 52enne residente nel Cuneese e un 40enne di Genova, accusati di detenzione di materiale pedopornografico, e un 27enne della provincia di Pordenone, chiamato a rispondere anche dell’ipotesi di produzione. Le contestazioni riguardano contenuti realizzati attraverso lo sfruttamento sessuale di minori.
Collegamenti con precedenti inchieste
L’inchiesta si inserisce in un filone investigativo già avviato nell’estate del 2025, quando era stato arrestato un medico quarantenne del Torinese, coinvolto nell’adescamento di adolescenti e nella successiva diffusione dei materiali sul dark web. Da quel primo arresto gli investigatori hanno progressivamente ricostruito una rete più ampia, fatta di scambi sistematici di file di diversa natura, che ha consentito di individuare ulteriori soggetti attivi in varie regioni italiane.
Esiti delle perquisizioni
Le perquisizioni eseguite nelle fasi più recenti dell’operazione hanno confermato la portata del fenomeno. Su dispositivi informatici sequestrati, in particolare nell’abitazione del quarantenne genovese, sono stati rinvenuti centinaia di file riconducibili a minori. Il materiale, eterogeneo per tipologia e provenienza, veniva utilizzato come merce di scambio all’interno di una comunità criminale strutturata e diffusa su tutto il territorio nazionale.
Non perdere gli ultimi aggiornamenti su cronaca, eventi e politica in Liguria! Iscriviti sui canali di Liguria Notizie di Telegram, Facebook,Twitter e YouTube

















































