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FdI: braccio destro del Pro Pal Hannoun indagato da Procura di Genova? M5S spieghi

Sulaiman Hijazi con Giuseppe Conte (foto 2022). A lato con Mohammad Hannoun
La foto di Hijazi e Conte “scattata a settembre del 2022”. L’ex presidente del Consiglio nell’ottobre 2023 aveva dichiarato: “Artificiosa suggestione a rapporti, diretti o indiretti che siano, tra il M5S e organizzazioni ‘terroristiche’ palestinesi”

“Nell’ottobre 2023 presentai un’interrogazione parlamentare per chiedere chiarimenti sui rapporti intercorrenti tra un’associazione filopalestinese ritenuta sospetta e il Movimento 5 Stelle, in particolare tra l’allora presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il presidente dell’associazione, Sulaiman Hijazi, con il quale era stato anche immortalato in una fotografia.

Per quell’interrogazione parlamentare fui duramente attaccato dal Movimento 5 Stelle, che arrivò a schierare persino l’ex sindaco di Torino, Chiara Appendino, nel tentativo di colpirmi sul piano politico e personale”.

Lo ha dichiarato oggi il deputato di Fratelli d’Italia Antonio Baldelli.

“Ora – ha spiegato Bandelli – secondo quanto riportato dalle cronache giudiziarie, emerge che Sulaiman Hijazi sarebbe considerato dagli inquirenti il braccio destro del 63enne Pro Pal Mohammad Hannoun (da anni residente nel capoluogo ligure e accusato di finanziare Hamas) e che risulterebbe attualmente indagato dalla Procura di Genova per terrorismo internazionale.

Di fronte a questi fatti, è legittimo chiedersi che cosa abbiano ora da dire i vertici del Movimento 5 Stelle.

Non pretendo scuse, che sarebbero tardive e inutili, ma il partito guidato da Giuseppe Conte ha il dovere di fornire spiegazioni chiare e immediate a tutti gli italiani”.

“Il quotidiano il Giornale – ha aggiunto la deputata di FdI Sara Kelany – oggi ha pubblicato la notizia dell’iscrizione di Sulaiman Hijazi nel registro degli indagati per l’inchiesta sui finanziamenti ad Hamas sotto forma di beneficenza.

Sarebbe stato lui stesso ad affermare, intercettato, che i soldi raccolti dall’associazione benefica di Mohammad Hannoun, da anni residente a Genova e attualmente in carcere con l’accusa di essere a capo della cellula italiana di Hamas, erano destinati non alla popolazione di Gaza ma all’organizzazione terroristica palestinese.

A luglio del 2025 Hijazi era stato invitato in Parlamento dalla deputata Stefania Ascari del M5S, la stessa che ha viaggiato in lungo e in largo per il Medio Oriente con Hannoun, per il quale i giudici del Tribunale del Riesame di Genova hanno confermato le misure cautelari.

In quell’occasione anche la relatrice Onu, Francesca Albanese, si fece un selfie con Hijazi prontamente pubblicato dall’uomo. Fratelli d’Italia denunciò immediatamente l’inopportunità della presenza nei palazzi delle istituzioni di una persona con sospetti legami con Hamas, che sui suoi profili social ‘ringraziava Dio’ per il massacro del 7 ottobre.

Timori che evidentemente erano fondati.

Giuseppe Conte ancora intende mantenere questo imbarazzante silenzio per raggranellare qualche voto in più facendo propaganda su un conflitto drammatico, o deciderà finalmente di dissociarsi e stigmatizzare il comportamento dei suoi improvvidi deputati?”.

Nell’ottobre 2023 Giuseppe Conte aveva già replicato alle accuse e al quotidiano Il Foglio del direttore Claudio Cerasa aveva parlato di “artificiosa suggestione che vorrebbe addirittura alludere a rapporti, diretti o indiretti che siano, tra il M5S e organizzazioni ‘terroristiche’ palestinesi”.

“La suggestione – aveva replicato Conte – è già anticipata nel titolo del pezzo” che aveva pubblicato Il Foglio: “Intifada grillina”.

“La prova regina – aveva precisato Conte – di questa connessione sarebbe una visita degli onorevoli Davide Tripiedi e Stefania Ascari ‘nei campi profughi palestinesi in Libano’ (vergognosi!).

Un ulteriore riscontro sarebbe nel fatto che, nel 2019, l’allora capogruppo M5S in commissione Esteri di Palazzo Madama Gianluca Ferrara ricevette in Senato il vicepresidente di una organizzazione noprofit, la Onlus Abspp, tale Sulaiman Hijazi (ma come si è permesso?).

Il tutto mentre, scrive l’articolista del Foglio, l’ambasciatore d’Israele proprio in queste ore avrebbe parlato di ‘Ong che, con la scusa del supporto umanitario, finanziano i terroristi’ (ma non si comprende se trattasi di questa ong o di altre, l’articolista non lo precisa, ma va bene lo stesso, meglio alludere!).

Ma non è tutto. Lo scenario si complica ulteriormente. Il 30 ottobre 2022 l’attuale tesoriere del M5S Claudio Cominardi va ad accogliere Talya, palestinese, all’aeroporto di Pratica di Mare (siamo al definitivo smascheramento!). Scatta nel lettore la ferma convinzione: siamo alla prova del nove. Talya deve essere una terrorista. Purtroppo rimarrà deluso. Talya è una bambina di soli due anni, portata in Italia in missione umanitaria, perché bisognosa di cure specialistiche.

La ‘Intifada grillina’ si completa con il coinvolgimento del sottoscritto, quale leader del M5S. E qui il giornalista del Foglio si supera perché arriva a esibire anche una prova fotografica. Si scopre che il tal Sulaiman Hijazi ha pubblicato su un suo profilo social una foto in cui compare accanto a me, scattata a settembre del 2022 in occasione di un mio passaggio a Milano.

Qui una precisazione è d’obbligo: l’autore del pezzo ieri ha chiamato il mio staff della comunicazione. A niente sono valse le precisazioni che non ho mai avuto in agenda un incontro con l’associazione in questione e che la foto è stata scattata a Milano in occasione della campagna elettorale per le scorse elezioni politiche, una campagna contrassegnata da migliaia di altre foto e strette di mano con tantissime persone incontrate a margine di comizi e momenti elettorali.

Ma per l’articolista tutto fa brodo, e di brodo in brodo ogni elemento diventa utile per costruire il vacuo e ridicolo teorema secondo cui il Movimento avrebbe fiancheggiato la reazione armata contro Israele. Il culmine di tutte queste lepidezze che vengono attribuite al M5S è la seguente frase: ‘Uno zibaldone di pensieri (e opere) volte a giustificare la lettura secondo la quale sui fucili palestinesi possono fiorire i garofani del progresso’.

Dopo la lettura di questo pezzo mi è venuto spontaneo ripensare ai due Governi da me presieduti e ai tre anni di intensa politica estera perseguita nel Conte I e nel Conte II. Nel pezzo nessun accenno su questo, nessuna reale volontà di affrontare e ricordare, in modo serio, le posizioni assunte in merito alla questione israeliano-palestinese.

Alla fine mi è venuta, lo confesso, un po’ di tristezza. E mi è venuto spontaneo chiedermi: ma è possibile che Il Foglio si possa prestare a tale superficiale affastellamento di bislaccherie, rinunciando ad un’analisi più onesta e meno semplicistica della complessa situazione in Medio Oriente e di fatto alimentando uno scontro tra tifoserie, o da una parte o dall’altra?”.

Riportiamo anche l’immediata controreplica giornalista del Foglio Simone Canettieri all’allora precisazione di Giuseppe Conte.

“Caro presidente Conte – aveva spiegato Canettieri – è molto semplice: una parte del M5S aveva e ha rapporti con questa associazione segnalata dall’antiriciclaggio e dai servizi segreti interni israeliani perché considerata vicina a Hamas. Questi sono fatti. Quanto alla foto: è una singolare coincidenza che proprio un responsabile di questa associazione si sia fatto immortale con lei ‘contento di essere stato ascoltato’. Ma dopo verifiche con il suo staff crediamo alla coincidenza. Che nel caso però dei rapporti di alcuni parlamentari con i vertici dell’Onlus non sono coincidenze, ma fatti. Siamo sempre lì. Saluti”.

E il M5S: sabato 24 evento pro Flotilla con Hamarneh, presidente Associazione Palestina