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Carcere di Marassi, ancora una tentata aggressione a un agente

Carcere di Marassi, nuova aggressione a un poliziotto: detenuto tenta di strangolarlo
Il carcere di Marassi

Il SAPPE denuncia l’episodio e chiede misure più incisive per la sicurezza

Un grave episodio di violenza è stato segnalato all’interno della Casa Circondariale di Genova Marassi, dove un appartenente alla Polizia Penitenziaria è stato oggetto di una tentata aggressione durante il servizio. A rendere noto l’accaduto è il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, che torna a richiamare l’attenzione sulle condizioni operative negli istituti di detenzione liguri.

La dinamica dell’accaduto e l’intervento degli agenti

Secondo quanto riferito dal segretario nazionale del SAPPE per la Liguria, Vincenzo Tristaino, un detenuto di origine nordafricana avrebbe cercato di estrarre una lametta nascosta all’interno della bocca, con l’intento di colpire l’agente intervenuto. L’azione è stata neutralizzata grazie alla pronta applicazione delle procedure di sicurezza previste dall’istituto.

Fondamentale si è rivelato anche l’impiego delle bodycam in dotazione al personale, strumento che ha contribuito a contenere l’escalation e a impedire conseguenze fisiche per gli operatori coinvolti.

Provvedimenti immediati e criticità strutturali

A seguito dell’episodio, il detenuto è stato posto in isolamento, in linea con quanto stabilito dai protocolli vigenti. Il SAPPE sottolinea come la gestione dell’emergenza confermi la professionalità degli agenti, ma evidenzia al tempo stesso le criticità croniche legate alla carenza di organico e alla necessità di strumenti adeguati per garantire la sicurezza quotidiana del personale.

Il sindacato ribadisce che gli operatori penitenziari lavorano in un contesto ad alto rischio, aggravato da situazioni strutturali e organizzative che richiedono interventi istituzionali non più rinviabili.

La richiesta di riaprire il Provveditorato regionale

Tristaino torna a sollecitare la riapertura del Provveditorato regionale dell’Amministrazione Penitenziaria in Liguria, soppresso nel 2017. Secondo il SAPPE, la dipendenza gestionale e territoriale dal Piemonte ha prodotto inefficienze operative che incidono negativamente sulla gestione degli istituti liguri, rendendo necessaria una struttura regionale autonoma con sede a Genova.

Le proposte del SAPPE a livello nazionale

Sul tema interviene anche il segretario generale del SAPPE, Donato Capece, che riconosce una maggiore attenzione da parte del governo e dell’amministrazione penitenziaria, ma sottolinea l’urgenza di misure concrete. Tra le proposte avanzate figurano una riorganizzazione degli istituti su diversi livelli di sicurezza, una distribuzione più mirata del personale e il potenziamento delle figure tecniche, come medici, psicologi e operatori socio-pedagogici.

Il sindacato ribadisce la necessità di mantenere un equilibrio tra tutela dei diritti e sicurezza, indicando come prioritaria la valorizzazione del ruolo della Polizia Penitenziaria nelle attività di controllo, osservazione e collaborazione con l’autorità giudiziaria, insieme al rafforzamento delle strutture investigative centrali.

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