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Lo zio dell’egiziano accoltellato a morte: non accettiamo scuse da famiglia marocchina

Lo studente 18enne di origini egiziane deceduto. A lato il coetaneo di origini marocchine impugna il coltello in classe

“Non accetteremo alcuna scusa. Un ragazzo che a 18 anni è già diventato un assassino non ha ricevuto alcuna educazione. Non sono riusciti ad educarlo quindi non credo che possiamo accettare le loro scuse. Anche il nostro ragazzo aveva 18 anni ed era un angelo”.

Lo ha dichiarato ieri lo zio di Abanoud Youssef, lo studente di origini egiziane accoltellato dal compagno di scuola marocchino l’altro giorno in classe all’Istituto Einaudi-Chiodo della Spezia, uscendo dalla Prefettura dove assieme al padre del ragazzo è stato ricevuto dal prefetto e dal ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara (Lega).

“E’ qui – ha aggiunto lo zio della vittima – che si vede l’educazione di una casa. E la scuola è una seconda casa, ma la prima casa è la famiglia ed è qui che parte l’educazione”.

In giornata il padre dello studente marocchino aveva chiesto scusa ai genitori e ai parenti della vittima: “Io sono padre e penso a un altro padre che ha perso suo figlio. Voglio chiedere scusa a lui, alle sorelle del ragazzo, a tutta la sua famiglia. Proprio perché padre, capisco il loro dolore. Mi dispiace tantissimo per quello che è successo”.