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Truffe telefoniche a Savona: la Polizia sventa due tentativi di raggiro fingendosi Carabinieri

Truffe telefoniche a Savona: la Polizia sventa due tentativi di raggiro fingendosi Carabinieri

In provincia di Savona due persone sono state vittima di chiamate da falsi carabinieri: grazie a vigilanza e prontezza i tentativi di truffa telefonica sono stati bloccati

La provincia di Savona è nuovamente al centro dell’attenzione per tentativi di truffa telefonica che avrebbero potuto causare danni a cittadini – in particolare over 65 – colpiti nella loro fiducia e buonafede. Nei giorni scorsi la Polizia ha sventato due distinti tentativi di raggiro messi in atto da soggetti che, spacciandosi per appartenenti all’Arma dei Carabinieri, contattavano telefonicamente potenziali vittime per estorcere denaro o beni di valore.

I truffatori puntavano su uno schema ben conosciuto: simulare emergenze che coinvolgevano presunti familiari delle vittime – per lo più figli o nipoti – annunciando arresti o incidenti, e pretendendo pagamenti immediati per evitare conseguenze legali. La paura e il timore per i propri cari diventavano così leva per convincere le persone a consegnare somme di denaro o oggetti preziosi.

Nel caso in provincia di Savona, grazie alla prontezza delle vittime e all’intervento tempestivo delle Forze dell’Ordine, i tentativi di raggiro sono stati neutralizzati prima che potessero concretizzarsi. Nessuna somma è stata consegnata, evitando non solo perdite economiche ma anche conseguenze psicologiche, spesso gravi per chi si trova a dover affrontare la paura per un familiare.

L’episodio conferma come le truffe telefoniche con finti numeri di polizia o finti Carabinieri siano purtroppo sempre più diffuse sul territorio. Le tecniche usate – talvolta sfruttando lo “spoofing”, cioè la falsificazione del numero telefonico per farlo apparire riconoscibile e legittimo – rendono molto insidiosi questi tentativi di raggiro.

Telefonate sospette, attenzione alle modalità di truffa

I casi segnalati a Savona rientrano in uno schema criminale già osservato in molte altre province italiane: un interlocutore che si spaccia per Carabiniere o poliziotto contatta la vittima sostenendo che un familiare sia in grave pericolo o abbia subito un incidente. Spesso la richiesta è quella di consegnare somme di denaro o oggetti di valore, di far versamenti su conti indicati dai truffatori o di attivare bonifici “per salvare” il caro in questione. In alcuni casi le chiamate provengono addirittura da numeri che appaiono ufficiali, per effetto della tecnica di spoofing.

Per rendere la truffa credibile, chi chiama cerca di impedire ogni contatto con familiari reali o con le forze dell’ordine: spesso tiene occupate le linee per impedire telefonate di verifica, chiede che il denaro venga consegnato personalmente a un presunto “collega in borghese” oppure insiste perché l’operazione sia svolta con urgenza. Quando la vittima tenta di richiamare il numero originale o verificare la chiamata, risulta impossibile a causa del blackout delle linee.

Perché gli anziani sono il bersaglio privilegiato

Le truffe telefoniche di questo tipo colpiscono prevalentemente persone anziane, spesso a causa di una maggiore vulnerabilità emotiva e di una minore familiarità con le dinamiche di frode digitale. La paura per un familiare in “pericolo”, combinata con il tono autoritario del falso agente, rende più difficile ragionare con lucidità. Per questo molte campagne di sensibilizzazione, anche recenti, mirano proprio a informare le fasce più fragili della popolazione su come riconoscere i segnali di allarme e non cadere nella trappola.

Le regole d’oro per difendersi dalle truffe telefoniche

Le forze dell’ordine ribadiscono alcune regole fondamentali per evitare di cadere vittima di questi raggiri: non fornire mai dati personali o bancari su richiesta telefonica, non concedere soldi o oggetti di valore a persone sconosciute, e – in caso di dubbi – interrompere la comunicazione e contattare immediatamente il numero unico di emergenza 112 o recarsi al più vicino ufficio di polizia o Comando Carabinieri. Nessuna pubblica autorità contatta cittadini per chiedere pagamenti in denaro per “salvare” parenti.

Chiunque dovesse ricevere una chiamata sospetta è invitato a verificare direttamente con i propri familiari e a diffidare di ogni richiesta urgente di denaro. Una chiamata al 112 è spesso sufficiente per fare emergere una situazione potenzialmente fraudolenta.