Ha scontato la condanna a due anni e otto mesi per terrorismo islamico e ora è stata disposta l’espulsione dal Paese.
Lo hanno deciso ieri i giudici del Tribunale di sorveglianza di Sassari, su richiesta della Procura di Genova, che hanno dichiarato “tuttora sussistente e concreta la pericolosità sociale” di un operaio islamista 25enne del Bangladesh, ma residente a Genova, dove lavorava per una ditta in subappalto per lo stabilimento Fincantieri di Sestri Ponente.
Il giovane era stato arrestato nel 2023 dagli agenti della Digos genovese.
Per gli inquirenti, il 25enne aveva aderito all’organizzazione terroristica pakistana denominata Tehrik-e Taliban Pakistsan (Ttp), associata ad Al Qaeda.
Sul web aveva anche sostenuto l’attacco del 7 ottobre con la strage di israeliani, inclusi bimbi e donne.
Il giovane operaio islamista si definiva un “soldato di Dio”, diffondeva video di attentati e azioni violente. Aveva cominciato anche ad autoaddestrarsi sia con la ginnastica e sia acquistando le istruzioni per l’utilizzo del fucile d’assalto AK47.
Lo scorso settembre gli agenti della Digos, coordinati dalla Dda di Brescia, avevano arrestato un altro islamista del Bangladesh di 37 anni, residente a Castel Goffredo, nel Mantovano, ritenuto un “reclutatore” del 25enne abitante a Genova e di altri giovani musulmani. Sarebbe stato proprio lui a far fare il salto di qualità al 25enne ora espulso, tramite regali di libri, lo scambio di video e i messaggi continui.



















































