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Simona Atzori, un sorriso disarmante e un piede puntato

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Simona Atzori

Presentato il libro a Sestri Ponente

Una serata qualunque, una sala di Sestri Ponente si trova gremita di persone che attendono la presentazione di un libro. Una serata che diventa subito un qualcosa di unico ed emozionante. Il libro si intitola “La nuova strada” ed è l’ultima fatica letteraria edita da Giunti ad opera di Simona Atzori, che oltre alla scrittura si dedica a molte altre attività quali la danza e la conduzione di gruppi.

Questa ragazza bionda dal sorriso contagioso ha rapito con il suo racconto una platea che ha vissuto emozioni davvero differenti, dal pianto alla risata fragorosa nello scorrere della narrazione della giovane seduta sul tavolo di fronte a loro. Esperienze di vita vissuta che hanno dapprima fatto scendere qualche lacrima ma che poi si sono trasformate in ampi sorrisi, grazie al messaggio denso di speranza che lei sa trasmettere.

Simona Atzori

Una donna di talento, ballerina, scrittrice e coach di incontri motivazionali, nel tempo ha collezionato moltissimi riconoscimenti, tra cui l’onorificenza di Cavaliere della Repubblica Italiana consegnata personalmente dall’ex Presidente Giorgio Napolitano.

All’apparenza una ragazza come tante altre, eppure Simona porta con sè qualcosa di unico. E non sono solo le molte capacità che sa esprimere. Lei infatti riesce a compiere ogni atto della sua vita usando i piedi: è infatti nata senza le braccia.

Nonostante questo vive la vita con atteggiamento positivo, cercando di superarne sempre i limiti. Inizia infatti a dipingere con i piedi, a danzare, a scrivere e tutta questa grande energia e positività la hanno portata a condurre corsi di formazione per far crescere la motivazione negli altri. Davvero una persona speciale che incanta ogni volta il pubblico che ha di fronte.

Simona Atzori

E quei piedi che utilizza con grande scioltezza diventano davvero veicolo di comunicazione e strumento per fare. E’ appunto quel piede puntato verso di noi la copertina del suo ultimo libro, un gesto però di apertura e disponibilità.

Un vero e proprio invito all’incontro ed alla scoperta. In questo senso, con grande cortesia, l’Autrice ci ha concesso una brillante intervista dove le abbiamo posto alcune domande, alle quali ha risposto con assoluta disponibilità.

Scopriamo allora dalle sue parole, chi sia Simona Atzori e come viva il suo rapporto con l’altro nei vari momenti del suo tempo.

D. Quale è la sensazione di Simona nel momento in cui entra in una sala piena di persone? Cosa si attende da questi incontri e quale “guadagno personale” porta a casa al termine.

Simona Atzori. Le ali per sognare

R. La sensazione che provo quando entro in un posto dove le persone presenti hanno scelto di incontrarmi è sempre qualcosa di molto forte, talvolta mista ad un po’ di paura. Ma una paura vera e “sana” in quanto non so chi andrò ad incontrare, non conosco le storie di chi voglia ascoltarmi e molto spesso non li conoscerò mai di persona. Per questo sento una grande responsabilità verso quello che dico, per cui provo sempre un grande rispetto ed arrivo davanti alla platea raccontandomi con semplicità ed autenticità. Quando esco dalla sala, porto con me un guadagno immenso, talvolta mi sento debitrice perchè percepisco le emozioni, la forza e gli sguardi delle persone: tutto questo per me è un dono molto grande. Porto a casa anche un segreto, qualcosa che non si può raccontare con le parole, di questo sono grata a tutti, tutti quelli che abbiano deciso di fare un piccolo pezzo di strada insieme. Non avrei mai creduto di trovare tutto questo nella mia vita.

D. Secondo lei, esiste la discriminazione o meglio, il timore verso la differenza? So che ha raccontato aneddoti sulla sua esperienza (sul treno e sulla nave…) mi domandavo se questi episodi hanno dentro di loro un che di fastidioso per lei oppure è talmente abituata a tali risposte che non ci fa più caso…

R. Il timore verso la differenza esiste, ed è molto grande e molto forte. A volte è così tangibilie che pare si possa toccare e respirare. Col tempo ho iniziato a pensare che sia connaturato con l’essere dell’uomo, una normale sensazione di temere ciò che non si conosce.

Occorre a mio parere capire come ci si rapporti verso questo timore: possiamo infatti decidere di stare a distanza o di avvicinarci. Se però scegliamo il contatto dobbiamo farlo in modo consapevole e rispettosa dell’altro.

Simona Atzori

Lo dobbiamo fare sapendo che il nostro sguardo ha un peso per l’altro, un essere umano con emozioni e sensazioni. Serve insegnare a chi ci stia attorno come esprimere questa curiosità in modo che non possa ferire gli altri.

Io credo di essermi allenata allo sguardo “differente”, da bambina ci facevo poco caso, in altri momenti questi sguardi hanno avuto un peso per me, un peso che talvolta mi ha fatto male. Ora invece scelgo, a volte di rispondere con la mia modalità che è quella del sorriso, per questo oggi gli sguardi mi colpiscono e mi feriscono meno di un tempo.

Certo è che il poco rispetto verso i mio modo di essere provoca in me un dolore, una ferita. Io cerco sempre di comunicare agli altri la consapevolezza di quanto possiamo portare a tutti sia in senso positivo che in negativo, magari senza accorgercene totalmente.

D. Quale messaggio passa oggi Simona al suo uditorio?

R. Non so se passo un messaggio, io spero arrivi qualcosa. Ogni volta che incontro le persone io offro me stessa, ogni volta sempre una parte nuova di me che sento di condividere con gli altri. Il messaggio è la mia autenticità, del mio amore per la vita, per ciò che ho, per la mia arte e il rispetto e l’amore per le persone che hanno il desiderio di incontrarmi. E tutto questo non lo do mai per scontato…

D. E molto interessante l’idea di cadere e non rialzarsi subito, ma attendere il momento propizio che può aiutare ancora di più a sollevarsi e volare… Ci può illustrare questo suo concetto?

R. E’ un messaggio un po’ controcorrente, che ho scoperto sulla mia pelle, proprio in un momento in cui pensavo di dovermi rialzare subito, come reazione forte a qualcosa di grave che accade. Ho scoperto invece che ci sono tantissimi modi per rialzarsi, uno di questi è rimanere li dove si è caduti, dove c’é qualcosa che si deve imparare. E questo è qualcosa che amo condividere in quanto credo sia una visione differente che permette di aiutare anche chi faccia più fatica in determinati momenti. Esistono infatti molte chiavi di lettura delle nostre difficoltà, il condividerle è un’opportunità per imparare qualcosa di utile per tutti.

Simona Atzori, la copertina del suo libro: La strada nuova

D. Oggi, Simona che programmi ha per il futuro? Quali saranno i suoi prossimi impegni?

R. In questo momento sono molto impegnata nella presentazione del libro. Accanto a questi continuo a proporre i miei incontri e i miei spettacoli. Con la mia compagnia abbiamo in presentazione una nuova performance che debutterà a luglio al Festival dei Due Mondi di Spoleto. Sarà un nuovo viaggio dentro di noi, per raccontarci attraverso l’arte. Oltre a questo ho in mente alcune novità che arriveranno presto…

Parole semplici quelle di Simona Atzori, che esprimono però concetti profondi e talvolta difficili da affrontare. Lei ci ha raccontato con autenticità il suo modo di vivere e di essere, trasmettendo a tutti noi un senso di grande positività, una lezione di vita non da poco. A Simona va allora il nostro grazie per una bella narrazione, un’esperienza positiva che si porta dentro sul serio. Adesso attendiamo di vedere ancora quel piede puntato verso di noi e quel sorriso potente. (foto a cura di Simona Atzori)

Roberto Polleri