Bandiere a mezz’asta e stop agli eventi nel giorno dei funerali dello studente ucciso a scuola
La Spezia si prepara a vivere una giornata di lutto ufficiale in memoria di Youssef Abanoub Safwat Roushdi Zaki, lo studente rimasto vittima di una violenta aggressione all’interno dell’istituto tecnico Einaudi-Chiodo il 16 gennaio scorso. In vista dei funerali, in programma giovedì 22 gennaio 2026, il sindaco Pierluigi Peracchini ha firmato un’ordinanza che disciplina le modalità del cordoglio cittadino.
Il provvedimento dispone l’esposizione delle bandiere a mezz’asta su tutti gli edifici pubblici e la sospensione di eventi, spettacoli e iniziative di intrattenimento previsti nella stessa giornata.
Il programma dei funerali a La Spezia
Le esequie si svolgeranno nel pomeriggio di giovedì. Alle ore 14 il feretro partirà dall’obitorio di via Vittorio Veneto 197, per poi raggiungere la Cattedrale di Cristo Re. Qui, alle 15, sarà celebrata la Santa Messa, officiata sia in lingua italiana sia in lingua araba. Al termine della funzione religiosa, la salma sarà accompagnata al Cimitero dei Boschetti per la sepoltura.
Il Comune ha invitato la cittadinanza a partecipare al momento di raccoglimento, sottolineando il valore simbolico di una presenza composta e rispettosa.
Scuole e città unite nel raccoglimento
L’ordinanza comunale coinvolge anche il mondo scolastico. I dirigenti degli istituti di ogni ordine e grado sono stati invitati a osservare un minuto di silenzio alle ore 12 del 22 gennaio. Per le scuole superiori è prevista la sospensione delle lezioni durante lo svolgimento delle esequie, così da consentire agli studenti di prendervi parte.
L’invito al raccoglimento è esteso anche ai luoghi di lavoro e alle attività commerciali, con la richiesta di abbassare le saracinesche in concomitanza con la celebrazione funebre.
Le indagini sull’aggressione mortale
Proseguono intanto gli accertamenti della squadra mobile della Questura della Spezia sull’omicidio avvenuto all’interno dell’istituto scolastico. Secondo quanto emerso dalle indagini, il movente sarebbe riconducibile a una lite per motivi di gelosia. Al centro della vicenda vi sarebbero vecchie immagini pubblicate sui social network che ritraevano la vittima insieme alla ragazza dell’aggressore.
Gli investigatori ipotizzano che la tensione si sia acuita dopo una recente richiesta di ulteriori fotografie legate all’infanzia dei due. Sempre secondo gli inquirenti, l’aggressore avrebbe portato con sé un coltello da cucina e avrebbe in precedenza inviato messaggi minatori.
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