Home Economia Economia Italia

Pagamenti, stop all’ obbligo del Pos fino a 30 euro

0
CONDIVIDI
Pagamenti, stop all’ obbligo del Pos fino a 30 euro
Un pos (immagine di repertorio)

Il tetto per l’uso del contante sale a 5mila euro

Il testo della manovra approvata in Cdm, Consiglio dei ministri lunedì 21 novembre, prevede due importanti novità. L’aumento del tetto per i contanti e le nuove esenzioni all’obbligo del Pos che si aggiungono a quelle già concesse a ottobre ai tabaccai.

Con il Governo Conte 2 il tetto per l’uso del contante sarebbe dovuto arrivare a 1000 euro

In dieci anni si tratta dell’ottavo intervento governativo. Lo scorso febbraio il decreto Milleproroghe aveva rinviato per un altro anno il limite a 2mila euro, rinviando al 2023 il decalage a mille euro originariamente previsto dal Governo Conte 2 per 2022.

Ora la novità voluta dal Governo Meloni: dal 1° gennaio il tetto salirà a 5mila euro. Alla notizia, come c’era da aspettarselo, l’opposizione, ha subito protestato.

A tale proposito la premier Giorgia Meloni ha già difeso pubblicamente la scelta di innalzare la soglia per i pagamenti cash giustificandola con la necessità di “parametrare il tetto del contante alla media europea”.

In nove Paesi della Ue, secondo European Consumers Center, non ci sono limiti.

Per gli altri si oscilla dai 15mila euro della Croazia ai 500 euro della Grecia.

L’Italia, dal rapporto 2022 del The European House – Ambrosetti, è al 29° posto al mondo per incidenza del contante sull’economia e al 24° su 27 Paesi Ue nel “Cashless Society Index”.

Stop all’obbligo di Pos per i piccoli pagamenti

L’altra novità per quanto riguarda i pagamenti, introdotta nella legge di bilancio, riguarda l’uso dei pos.

Infatti, per le cifre inferiori a 30 euro, i commercianti non saranno più tenuti ad accettare i pagamenti con carte di credito e Bancomat e le multe verranno sospese.

La norma prevede che il ministero delle Imprese e del Made in Italy decida entro 180 giorni, entro giugno, “i criteri di esclusione, al fine di garantire la proporzionalità della sanzione e di assicurare l’economicità delle transazioni in rapporto ai costi delle stesse”.

La stessa manovra stabilisce che, nelle more della definizione dei criteri di esclusione, vengono “sospesi i procedimenti e i termini per l’adozione delle sanzioni”.

Il governo Draghi con il primo decreto Pnrr, approvato a dicembre 2021, aveva stabilito che le sanzioni sarebbero diventate operative dal 1° gennaio 2023, mentre con il secondo decreto, varato ad aprile, aveva addirittura anticipato la data al 30 giugno 2022. La sanzione avrebbe dovuto essere di 30 euro, aumentata del 4% del valore della transazione per la quale fosse stata rifiutata l’accettazione del pagamento.

Ora con la scelta del nuovo Governo vengono abolite tali sanzioni.