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Manfrei, blitz degli antifa: sacchi della rumenta sulle lapidi e nomi della destra ligure

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Manfrei, blitz notturno degli antifa

“La scorsa notte ci siamo immersi nel favoloso mondo di Monte Manfrei. Un luogo fantastico creato ad arte dai nostalgici della Rsi.

Si immagina che in questo luogo, all’indomani della Liberazione, siano stati giustiziati un numero indefinito di Marò da una misteriosa formazione partigiana di cui non si conosce il nome.

I corpi non sono mai stati trovati e i nomi sulle lapidi sono fittizi. Per una notte anche noi ci siamo calati in quel luogo creato ad arte per annacquare la memoria della Resistenza Partigiana, un luogo in cui tutto è frutto della fantasia e nulla è reale.

Oggi siamo tornati alla realtà, volare con la fantasia può essere pericoloso: negli ultimi anni abbiamo assistito, troppe volte in silenzio, al progetto di revisionismo storico portato avanti in primis dalla destra e dalla sinistra istituzionali, come lo dimostrano l’istituzione del giorno del ricordo e la vergognosa proposta, passata con il silenzio della ‘sinistra’ cittadina, di istituire un’anagrafe antifascista e anticomunista.

Noi restiamo con i piedi ben saldi a terra, pronti a combattere i rigurgiti fascisti e i tentativi di revisionismo. Nessuna sfilata nazista resterà senza risposta”.

Lo hanno dichiarato oggi su fb i responsabili di Genova Antifascista dopo il blitz notturno sul Monte Manfrei, dove le lapidi dei martiri dell’eccidio partigiano sono state in parte coperte con sacchi della spazzatura e in parte rinominate con alcuni nomi di spicco della destra e dell’estrema destra genovese e ligure.

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Nel video pubblicato su fb si vede scorrere il nome di Sergio Gambino, consigliere delegato alla Protezione civile del Comune di Genova (FdI) quello del responsabile per la cultura di Fratelli d’Italia di Savona Fabrizio Marabello e quelli di Valeria Amadei, Francesco Biamonti e Mauro Siri, i tre consiglieri comunali di Cogoleto indagati per il presunto saluto romano durante la votazione in consiglio comunale.

Ci sono poi quelli di Andrea Cavalleri (il suprematista di Savona arrestato dalla Digos) e di Alessio Vescovo (responsabile provinciale di Azione Frontale).

Sull’episodio indagano gli investigatori della Digos savonese.