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Ecco tutte le accuse della gip a Toti: in ballo 74mila euro per campagna 2020

Governatore ligure Giovanni Toti (foto di repertorio fb)

I fatti contestati a Toti riguardano, al momento, 74mila euro per la campagna elettorale e sono risalenti al 2020-21

Pur di “ottenere l’elezione o la rielezione” il governatore ligure Giovanni Toti avrebbe “svenduto la propria funzione e la propria attività in cambio di finanziamenti, abdicando in tal modo ai propri importanti doveri istituzionali”.

Lo ha riportato stasera l’agenzia Ansa citando una sintesi dell’ordinanza della gip del Tribunale di Genova Paola Faggioni, che stamane ha portato agli arresti di Toti e Aldo Spinelli (entrambi ai domiciliari) e di Paolo Emilio Signorini (in carcere) nell’ambito della maxi inchiesta per corruzione della Dda e della Procura della Repubblica di Genova.

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Secondo la giudice genovese, il quadro della corruzione elettorale appare di una “allarmante abitualità e sistematicità di un tale meccanismo perfettamente collaudato” che si sarebbe iniziato nel 2020 in occasione delle elezioni regionali e che sarebbe proseguito fino a un anno fa.

Toti con “sorprendente disinvoltura” avrebbe rastrellato fondi per “oltre 74mila euro” per il suo Comitato elettorale, regolarmente denunciati, con “richieste di denaro agli imprenditori” portuali e immobiliari Aldo e Roberto Spinelli e al consigliere di amministrazione di Esselunga Francesco Moncada “promettendo (…) comportamenti o provvedimenti a lui favorevoli” o addirittura ricordando “di aver fatto la sua parte”.

E così Toti, nel settembre 2021, in merito al rinnovo della concessione del Terminal Rinfuse, secondo le intercettazioni, avrebbe detto ad Aldo Spinelli: “Il 29 va la tua roba…ricordati che io sto aspettando anche una mano ..eh?”

E l’altro con una battuta: “ma anche l’Enel”.

Una volta deliberato il rinnovo trentennale della concessione, nel dicembre successivo, dal Gruppo, in due giorni, sempre secondo l’accusa, sarebbero partiti 4 bonifici da 10mila euro ciascuno con la causale “erogazione liberale”.

Questo perché il patron del colosso della logistica portuale “i finanziamenti ai partiti (..) io li devo fare”, ma “è tutto regolare”, anche se nelle circa 700 pagine dell’ordinanza della gip spunta un tentativo, andato a vuoto, di “schermare” la provenienza del denaro destinato al Comitato elettorale di Toti.

Secondo la giudice per le indagini preliminari sono molte le intercettazioni che dimostrerebbero, nonostante i fondi siano stati regolarmente denunciati, come Giovanni Toti avrebbe messo a disposizione “la propria funzione, i propri poteri, il proprio ruolo” in cambio di finanziamenti chiesti pure con una terminologia, definita, allusiva (“quando mi fai vedere la barca… quando ti posso venire a trovare”) al punto da rendere necessaria la misura cautelare chiesta e ottenuta dai pm Luca Monteverde e Federico Manotti, guidati dal procuratore capo Nicola Piacente.

Per la magistrata genovese si va da quella in cui rivolgendosi sempre ad Aldo Spinelli , direbbe “ora ci vediamo a festeggiare, dai ‘porta un po’ di caviale da Monaco, che la settimana prossima veniamo a mangiare una patata col caviale in barca”, a una in cui “risolto il problema a tuo figlio sul piano casa di Celle (Ligure, ndr), ora facciamo la pratica, si può costruire”.

Per poi aggiungere: “Così parliamo un po’ che ora ci sono le elezioni, c’abbiamo bisogno di una mano”.

E quella in cui si adopera per la “soluzione” che consenta di trasformare la spiaggia di Punta dell’Olmo a Celle Ligure da libera a privata.

Secondo alcuni dei dialoghi intercettati dagli investigatori della Guardia di Finanza, vi sarebbero anche le “disponibilità ad appoggiare gli interessi di Esselunga” per consentire l’apertura di nuovi supermercati, in cambio del pagamento di pubblicità occulta.