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Bimba nigeriana definita ligure, Linea Condivisa dalla parte di Toti: SI’ allo Ius soli

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Gianni Pastorino, capogruppo regionale Linea Condivisa (foto di repertorio fb)

“Leggendo il comunicato stampa del capogruppo in Regione della Lega, Stefano Mai, c’è da rimanere sconcertati.
Si è sentito in dovere di fare un’alzata di scudi contro il diritto di cittadinanza per chi nasce in italia, per il fatto che il presidente Giovanni Toti ha affermato: chi nasce in Liguria è ligure”.

Lo ha dichiarato ieri su fb il capogruppo regionale di minoranza Gianni Pastorino (Linea Condivisa).

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“Il capogruppo leghista – ha aggiunto – dimostra ancora una volta di avere confusione in testa e di dare risposta alle pulsioni di pancia di una parte di questo Paese.

Finita l’epoca del ‘prima i lombardi’, visto che Matteo Salvini ha sdoganato per meri interessi elettorali la Lega al Sud, e poi del ‘prima gli italiani’, che durante il Governo leghista e anche in Regione in Liguria, non ottengono nulla prima rispetto a nessuno, dato che questa regione rimane straordinariamente al palo, sia a livello economico che sociale, oggi il capogruppo leghista riprende il concetto della difesa della tradizione e dell’identità.

Se c’è un partito che in questi anni ha dimostrato di non avere alcun legame con la tradizione e l’identità di questo paese è la Lega, oscillando tra tutte le posizioni possibili per cercare di restare sempre e comunque legata a posizioni di potere.

E ancora una volta, la Lega usa il concetto di Ius Soli in maniera strumentale, gettando nello stesso calderone le varie tipologie di Ius Soli: lo Ius Culturae, lo Ius Soli temperato, e lo Ius Soli Puro.

Siamo del tutto consapevoli che quest’ultimo, l’unico a poter conferire la cittadinanza italiana per nascita, non è vigente nel nostro paese.

Ma negli anni passati si era aperta una discussione sulle altre tipologie, che invece varrebbe la pena riprendere.

Perché un ragazzo nato qui, e che qui ha completato un ciclo di studi, integrandosi, imparando la nostra lingua e la nostra storia, immettendosi attivamente nel nostro tessuto sociale e culturale, non dovrebbe poter acquisire la cittadinanza italiana? (Parliamo dello Ius culturae).

Perché una bambina nata da genitori stranieri ma qui residenti da almeno cinque anni, non dovrebbe acquisire la cittadinanza italiana? (E qui parliamo invece di Ius Soli temperato).

E soprattutto, perché la Lega non spiega mai queste differenze ai suoi elettori, abbaiando invece sulla possibilità che l’Italia diventi la sala parto dell’Africa e dintorni?

Temi così complessi, che riguardano la vita di minori e le relazioni sociali delicate, andrebbero affrontate con rigore, coerenza e capacità di analisi.

Quello che ancora una volta non dimostra il capogruppo leghista in Regione”.