Home Hi-Tech Hi-Tech Genova

Attacco hacker ai siti italiani di Senato e Ministero Difesa

0
CONDIVIDI
Attacco hacker ai siti italiani di Senato e della Difesa

 Vari siti italiani tra cui Senato e Difesa nel mirino di un collettivo di hacker.

Vari siti internet italiani hanno subito  attacchi da parte di hacker non ben definiti, tra cui quello del Senato e del Ministero della Difesa. I siti presi di mira nella serata del 11 maggio sono: siti del Senato  e della Difesa, che sono tornati quasi subito in efficienza;  poi l’Istituto di studi avanzati di Lucca (Imt), che si occupa di tecnologia digitale e l’Istituto superiore di Sanità; il portale Kompass, un database che raccoglie informazioni societarie; Infomedix (società di servizi alle aziende sanitarie) e l’Automobile Club italiano.

C’è una rivendicazione, da parte di “Killnet”, un gruppo di hacker non ben definiti avvenuta attraverso Telegram. Tecnicamente si sarebbe trattato di un attacco informatico di tipo DDos (Denial of Service), con moltissimi computer “zombie”, controllati a distanza dagli hacker, che avrebbero tentato di accedere simultaneamente ai siti presi di mira.

La tecnica dell’attacco consiste nel far esaurire le risorse di un sistema informatico, rendendo il server non più in condizione di fornire il servizio ai clienti richiedenti. Per rendere chiaro questo attacco hacker possiamo fare questo esempio.: Se un gruppo enorme di persone si mettesse davanti al portone di ingresso di un negozio, impedendo, di fatto, di entrare o uscire dall’esercizio commerciale, non si potrebbe più ne vendere ne acquistare. Con questa “cattiveria” non si causa danni alle infrastrutture ma solo disservizi. Fonti qualificate confermano che, al momento, nessuna delle strutture prese di mira sarebbe stata compromessa.

Al lavoro ci sono gli esperti del Cnaipic, il Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche, la struttura della Polizia Postale che si occupa proprio della gestione degli attacchi a enti pubblici e aziende private italiane. Impegnata anche l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale, a stretto contatto con le amministrazioni colpite per ripristinare i loro siti web; sarà analizzato il fenomeno, e suggerendo le necessarie contromisure tecniche. ABov