Un movente di natura sentimentale, la contesa per una ragazzina. Qualche attenzione forse di troppo, che avrebbe motivato il dissidio da cui è scattata la violenza cieca del marocchino.
C’è questo nelle prime ricostruzioni da parte degli inquirenti spezzini che indagano sull’omicidio di Youssef Abanoub, lo studente di origini egiziane di 18 anni accoltellato a morte da un coetaneo compagno di scuola, di origini marocchine, in una classe dell’istituto Einaudi-Chiodo alla Spezia.
L’egiziano sarebbe stato colpito al costato con una lama lunga 20 centimetri, che il marocchino si sarebbe portato da casa, sotto gli occhi terrorizzati di altri compagni di scuola. Poi è caduto a terra in un lago di sangue.
A disarmare il marocchino è stato un docente. Poi sono arrivati tempestivamente i soccorsi del 118 e i poliziotti, che hanno preso l’accoltellatore e lo hanno portato in Questura per l’interrogatorio e quindi lo hanno arrestato.
Rischia la pesante accusa di omicidio premeditato con l’aggravante dei futili motivi.
Il motivo dell’accoltellamento, infatti, sarebbe nato attorno ai rapporti con una ragazzina, una compagna di scuola dello stesso istituto, forse per motivi di gelosia.
La studentessa è stata ascoltata ieri pomeriggio dagli investigatori della Squadra mobile della Questura spezzina che indagano per ricostruire l’accaduto.
Sotto choc perché presente ieri a scuola, anche se non testimone oculare dei fatti, la studentessa avrebbe riferito che sapeva degli screzi fra i due studenti di origine nordafricana.
Nelle sue parole gli investigatori hanno trovato la conferma delle origini del dissapore che avrebbe portato all’aggressione mortale di ieri.
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