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Iran, 12mila morti. Destra e sinistra ligure contro l’orrore del regime islamico | Foto

Rivolta del coraggioso popolo iraniano, manifestazione di solidarietà a Genova

Secondo i manifestanti scesi in piazza per protestare contro il regime islamico degli ayatollah, in diverse città dell’Iran, i morti sono “almeno 12mila” e i feriti decine di migliaia. Un’orrore da parte delle autorità iraniane, che invece parlano di “3mila morti”.

Le notizie non sono certe per la stretta su Internet e social network da parte del regime islamico, ma secondo alcune fonti israeliane, attivo da anni con la sua intelligence in Iran, diversi arrestati sarebbero stati addirittura impiccati per le strade del Paese e lasciati appesi come monito per gli altri manifestanti.

In ogni caso, se in Iran il coraggioso popolo di donne e uomini continua nelle proteste rischiando ogni giorno la vita, ieri a Genova sono scese in piazza circa 300 persone, in gran parte studenti e giovani, che sotto la pioggia hanno manifestato pacificamente, ma duramente, contro il regime islamico sventolando bandiere iraniane e mostrando cartelli per la libertà e la democrazia.

Alla manifestazione in piazza Matteotti, per sostenere la rivolta del coraggioso popolo iraniano, hanno partecipato anche diversi esponenti politici sia di destra e sia di sinistra: da quelli della Lega a quelli di Forza Italia, FdI, Pd, M5S, Avs, Linea Condivisa.

Il primo a esprimere solidarietà alla comunità ligure e al coraggioso popolo dell’Iran in rivolta è stato il presidente di Regione Liguria Marco Bucci.

“A Genova – ha dichiarato Bucci – la comunità iraniana è scesa in piazza per testimoniare il valore della libertà e dei diritti fondamentali della persona. A nome della Regione Liguria, ho voluto far arrivare un messaggio di profondo rispetto e sincera vicinanza a chi manifesta pacificamente per chiedere giustizia e cambiamento.

La Liguria guarda con attenzione, rispetto e preoccupazione alle donne e agli uomini iraniani che continuano con coraggio le loro azioni di protesta, gesti che vengono sistematicamente repressi con violenze e arresti.
Comprendiamo profondamente il valore di ogni voce libera e di ogni ribellione pacifica che rivendica dignità umana e libertà di espressione.
La Regione Liguria si riconosce nei principi universali della democrazia, della pace e dei diritti umani.
A chi lotta per un futuro migliore va il nostro sostegno e il nostro impegno quotidiano”.

Anche la sindaca di Genova Silvia Salis ha espresso solidarietà nei confronti della comunità ligure e del coraggioso popolo iraniano in rivolta.

“In consiglio comunale – ha affermato Salis – abbiamo dato la nostra solidarietà alla comunità iraniana a Genova e a chi, in Iran, sta lottando da anni per la propria libertà.

Nelle ultime settimane le città iraniane hanno fatto qualcosa di incredibilmente coraggioso per chiedere quello che tutti noi abbiamo: la democrazia, la libertà di poter vivere la propria vita, la libertà di poter avere una casa.
In Iran le persone non solo vivono un momento di totale repressione dei diritti, ma con un’inflazione talmente alta che neanche chi ha un lavoro può permettersi di avere una casa. Una situazione sociale esplosiva, aggravata da un regime che ha limitato e compresso qualsiasi tipo di libertà.
Una nota particolare va al ruolo delle donne, che negli ultimi decenni hanno subito vessazioni di ogni tipo e che con grande coraggio, soprattutto donne giovanissime, stanno scendendo in piazza rischiando la vita.
Il regime degli ayatollah non ha nessun tipo di freno e lo sta dimostrando anche in queste ore sparando a vista sulla folla con migliaia di morti, con esecuzioni sommarie per le strade.
È importante essere a fianco del popolo iraniano e al fianco della comunità iraniana a Genova.
Questa amministrazione comunale sarà sempre dalla parte della libertà, della democrazia, dalla parte di chi lotta per avere questi valori nella propria vita”.