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Soriteatro 2020-21, Il mio teatro è una città

Soriteatro 2020-21, Il mio teatro è una città

E’ giunta alla sua 2a edizione la rassegna , Esperienze di teatro e cittadinanza in Italia e in Europa

Nella stagione teatrale Soriteatro 20/21 Sabato 27 febbraio 2021, ore 18.00 dal Teatro di Sori (Genova) in streaming Coordina Andrea Porcheddu www.teatropubblicoligure.it

Lo spettacolo del futuro è una sala vuota, Yves Klein

(in “L’evoluzione dell’arte verso l’immateriale”, conferenza all’Università la Sorbona di Parigi, 1959)

La seconda edizione del convegno Sori Il mio teatro è una città, progetto di Teatro Pubblico Ligure ideato da Sergio Maifredi per Soriteatro, si tiene sabato 27 febbraio e si può seguire dalle ore 18 in streaming sulla pagina Facebook di Teatro Pubblico Ligure (https: //www.facebook.com/teatropubblicoligure/). Ha per titolo In the empty space – Nello spazio vuoto e fa parte della stagione Soriteatro 20/21, interrotta dalla pandemia. Un alpinista, una judoka, un filosofo, un architetto e un antropologo si confrontano con direttori e organizzatori teatrali, registi, attori su questo tempo vuoto e sulla distanza che il lockdown ha prodotto nella nostra società.

Coordinati dal giornalista e critico teatrale Andrea Porcheddu, interverranno tra gli altri l’alpinista Emilio Previtali, l’antropologo Marco Aime, l’architetto Stefano Fera, il filosofo Ermanno Bencivenga, la judoka campionessa olimpionica Cristina Fiorentini, la redattrice e conduttrice della trasmissione “Tutta la città ne parla” su Rai Radio3 Rosa Polacco, lo scrittore Gian Luca Favetto, Matteo Negrin (direttore della Fondazione Piemonte dal Vivo), Micaela Casalboni (co-direttrice artistica del Teatro dell’Argine – San Lazzaro di Savena – Bologna), Corrado d’Elia (fondatore Teatri Possibili di Milano), Giancarlo Biffi (fondatore Cada die Teatro, Cagliari), Angelo Pastore (presidente Agis Liguria), Serena Sinigaglia (direttrice A.T.I.R – Teatro di Ringhiera, Milano), Andrea Cerri (direttore Compagnia Gli Scarti, La Spezia) e Francesco Nardelli (direttore Centro Santa Chiara, Trento).

Ognuno racconterà la propria esperienza nel rapporto con il vuoto dal suo punto di vista. Che relazione c’è tra lo strapiombo di una parete in montagna e la vertigine creata da un imprevisto che scardina ogni certezza? Tra una piazza deserta e un teatro vuoto? Tra la fragilità umana e la strategia di una gara da affrontare? Tra la definizione di straniero e la reazione a una novità che fa paura?

Nella Stagione 2020/2021di Soriteatro il convegno è rimasto un punto fermo, perché è necessario oggi più mai proseguire la riflessione sull’esperienze di teatro e cittadinanza, sviluppando l’analisi iniziata nel 2019 con la prima edizione de Il mio teatro è una città. Il teatro crea comunità, com’è successo nel 2019 con la rete Teatri del Paradiso che ha unito i teatri di cinque città del Golfo Paradiso con un pullman gratuito per gli spettatori. Un’esperienza rimasta nella memoria di tanti.

Poi è arrivata la pandemia. Non solo teatri chiusi, ma assenza, incertezza, malattia, piazze deserte, transitorietà, fragilità, isolamento, distanza, paura hanno fatto parte della realtà complicata con cui ognuno ha dovuto confrontarsi. Il titolo In the empty space – Nello spazio vuoto fa riferimento a Lo spazio vuoto di Peter Brook, uno dei testi cardine del teatro novecentesco in cui il grande regista esprime la necessità di riformulare i principi base dell’arte scenica. Ma un altro pensiero va a Yves Klein, artista a cui Maifredi nel 2012 ha dedicato la mostra “Yves Klein. Judo e Teatro. Corpo e visioni”, che con l’opera Salto nel vuoto ha creato un capolavoro, che nel 1958 ha ideato “La mostra del vuoto” e che ha immaginato un happening a cui è vietato partecipare. Brook e Klein, due maestri, due poeti al comando capaci di prevedere il futuro.