“Purtroppo c’è una cultura nell’uso di questi coltelli che è veramente inaccettabile. E’ un problema che cerchiamo di affrontare ogni giorno in modo molto complicato.
Siamo una città con 20mila stranieri su quasi 100mila abitanti. Tutti lavorano, anche se vengono da mondi diversi.
Ma è chiaro che l’uso dei coltelli arriva solo in certe etnie. Dobbiamo fare molto di più”.
Lo ha dichiarato ieri sera il sindaco di centrodestra della Spezia Pierluigi Peracchini alla trasmissione Otto e mezzo su La7, commentando i grave fatto di sangue avvenuto intorno alle 12 di ieri all’Istituto Einaudi-Chiodo.
Uno studente 18enne di origini egiziane è stato colpito al costato con una lama lunga 20 centimetri da un compagno di scuola coetaneo di origini marocchine. Ricoverato in gravissime condizioni al Sant’Andrea, è stato operato, ma in serata è deceduto.
Pare che il marocchino, bloccato da un docente e poi arrestato dalla Polizia, si sia portato il coltello da casa e che avesse litigato con l’egiziano per una ragazzina contesa.
Pertanto, rischia la pesante accusa di omicidio premeditato con l’aggravante dei futili motivi.
“Al Governo Meloni – ha aggiunto Peracchini – chiedo semplicemente di ascoltare noi, Comuni e sindaci.
Chiedo provvedimenti più severi. Chi sbaglia deve capire che non la fa franca e le vittime non devono essere colpevoli di essere vittime, vanno tutelate.
Dobbiamo vivere in democrazia con più serenità. Non è possibile che succedano fatti come quello accaduto in una classe dell’Istituto Einaudi-Chiodo alla Spezia.
Una famiglia non può non vedere arrivare a casa il proprio figlio perché qualcuno pensa di usare un coltello come fosse un bicchiere d’acqua”.
Studente accoltellato a scuola: il 18enne muore, fermato un compagno













































