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Perché si usa l’espressione Zona Cesarini?

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Perché si usa l’espressione Zona Cesarini?
Il giocatore della Juve Renato Cesarini

Capita spesso di sentire in giro espressioni e modi di dire che però non sappiamo mai da dove nascono. È il caso di “zona Cesarini”, due parole che rimandano ad un’azione fatta all’ultimo momento: ad esempio fra due amici che riescono ad organizzare una festa all’ultimo minuto.

Per “Zona Cesarini” si intende un’espressione calcistica nata negli anni ’30 dove si indicava un gol segnato all’ultimo minuto. Ovviamente com’è facile da intuire il gergo ha superato il mondo del pallone per entrare nell’uso quotidiano.

Da lì è nato anche un premio, ovvero “Premio Cesarini”, consegnato al giocatore capace di segnare una rete vicina allo scadere dei 90 minuti. Nel 2021 Senigallia premia Kevin Lasagna per il suo goal in Zona Cesarini: l’attuale giocatore dell’Hellas Verona, il 21 aprile di quell’anno riuscì a segnare al 98esimo contro il Cagliari, aggiudicandosi il riconoscimento. Quest’anno, invece, è stato conferito a Petagna, centravanti del Napoli. Andrea ha realizzato al minuto 100 contro il Venezia. Una rete last-minute che equivale peraltro ad un nuovo record per la Serie A.

Ma perché si chiama così? Scopriamolo.

La nascita della “zona Cesarini” grazie alle prodezze dello juventino Cesarini

La famosa espressione prende il nome dal calciatore oriundo Renato Cesarini. Classe 1906, militò nella Juventus dal 1929 al 1935. La forte mezz’ala italo-argentina è una dei protagonisti del quinquennio d’oro della Vecchia Signora, vincendo dal ’31 al ’35 lo Scudetto. Titolare fisso, giocò 128 partite con 46 gol. Con la squadra degli Agnelli segnò molti gol allo scadere dei tempi regolamentari (seppur non sempre decisivi). Era un vero e proprio vizio il suo, quello di riuscire a metterla dentro sul finale della partita.

Caso eclatante avvenne con la Nazionale italiana: la partita è Italia-Ungheria, valida per la Coppa Internazionale. Era il 13 dicembre del 1931 e gli Azzurri si imposero per 3 a 2 a Torino, proprio con un gol al 90esimo di Renato Cesarini. Segnò il gol decisivo sfruttando un buco nel regolamento calcistico che non considerava le infrazioni sui propri compagni di squadra come fallo.

L’espressione “zona Cesarini” in particolare gli venne dedicata dopo una partita valida per la Coppa Internazionale (il torneo precursore degli Europei di calcio) giocata con la nazionale italiana contro l’Ungheria. La partita si giocò il 13 dicembre del 1931 a Torino e venne vinta dall’Italia per 3 a 2, grazie a un gol segnato al 90esimo proprio da Renato Cesarini.

La domenica successiva, il giornalista sportivo Eugenio Danese, dopo la partita tra Ambrosiana Inter e Roma (finita 2-1 per i lombardi con un gol allo scadere del secondo tempo), parlò di “Caso Cesarini” per riferirsi alla rete in extremis. Da quel momento in poi si iniziò ad usare questa locuzione, cambiando da “caso” a “zona”, prendendo il termine dal bridge.

Da allora telecronisti e tifosi, quando vedono la partita ormai allo scadere, parlano di “zona Cesarini”, con la speranza che qualsiasi giocatore riesca a riproporre le imprese della mitica mezz’ala oriunda.