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Nuovo gruppo NM in Regione, Bucci: maggioranza sempre a 18. Orlando: suo civismo finito

Centrodestra in Regione Liguria, nuovo gruppo Noi Moderati: Giovanni Boitano e Alessandro Bozzano

“I voti della maggioranza di centrodestra in Regione Liguria sono 18 e continueranno a essere 18. Mi sembra che dopo l’incontro che abbiamo fatto nessuno abbia detto che i voti non sono 18. La maggioranza è sempre la solita e si va avanti”.

Lo ha dichiarato ieri il governatore ligure Marco Bucci dopo il passaggio dei consiglieri regionali delle liste civiche Orgoglio Liguria e Vince Liguria, Giovanni Boitano e Alessandro Bozzano, al nuovo gruppo Noi Moderati e l’annuncio di un sostegno alla giunta “non più scontato” sui provvedimenti amministrativi.

“Secondo me non è uno strappo, poi ognuno farà quello che vuole. Gli strappi sono una cosa diversa, sono quelli che se ne vanno. Qui non se n’è andato nessuno, quindi noi andiamo avanti” ha ribadito Bucci, che non si è dichiarato meravigliato dall’intervento di Alessandro Bozzano in aula: “Certo che me l’aspettavo, era tutto previsto”.

Di diverso avviso il consigliere regionale del Pd ed ex candidato presidente del centrosinistra Andrea Orlando.

“Il consigliere regionale Alessandro Bozzano – ha riferito Orlando – ha certificato una cosa che noi sosteniamo da settimane, in ragione dei movimenti che si sono realizzati attorno alla giunta regionale ligure. Si è definitivamente esaurita qualunque spinta civica attorno all’esperienza di governo di Marco Bucci.

Oggi Bucci con i nuovi assessori ha subito un diktat dei partiti, sostanzialmente qualsiasi natura civica che fino a qui aveva accompagnato questa esperienza di governo finisce. Con ripercussioni significative dal punto di vista politico.

Le parole di Bozzano sono state molto eloquenti e molto dure.

Mentre si parla di razionalizzazione di poltrone, sacrificando alcune direzioni all’interno del sistema sanitario che oggi avrebbe forse bisogno di prossimità, assistiamo ad una moltiplicazione delle poltrone con una distribuzione delle deleghe totalmente irrazionale.

Che si comprende soltanto se si legge una trattativa tra i partiti, che è diventata una lotta tra le forze politiche.

Quello che veniva raccontato come un punto di forza, cioè l’unità del centrodestra, non c’è più come non c’è più la natura civica di questa esperienza politica”.