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Imperia ricorda il grande Maestro Ligustro

Dal 7 al 15 maggio il capoluogo della Riviera di Ponente ricorda Giovanni Berio

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Una delle sue opere più note

IMPERIA- A sei anni dalla sua scomparsa la Città di Imperia organizza tutta una serie di eventi per ricordare degnamente la figura dell’illustre e grande artista (e proprio concittadino) Giovanni Berio, in arte Ligustro. A maggio il capoluogo della Riviera di Ponente lo celebrerà con una settimana di eventi che sono stati presentati nei giorni scorsi dall’ Assessore alla Cultura, Musei, Pari Opportunità ed Università, presso il Comune di Imperia Marcella Roggero: “Valorizzeremo- ha detto la Roggero- le sue opere attraverso tutta una serie di iniziative per grandi e bambini”.

“Fili e legni verso il Giappone” è il titolo della serie di eventi che si svolgeranno dal 7 al 15 maggio. Si tratta di un progetto pensato dall’Amministrazione Comunale di Imperia, in collaborazione con l’associazione Magie di Punti, per rendere omaggio al famoso artista imperiese che con le sue opere ha divulgato e insegnato l’arte dell’incisione, creando una vera e propria scuola, che ha permesso di far conoscere l’Italia e il territorio ligure nel mondo, rafforzando i legami tra Italia e Giappone. Sono previsti: una mostra a tema presso la Civica Galleria Il Rondò, un incontro presso la Sala Convegni della Biblioteca, laboratori ludico-didattici per bambini e adulti presso Villa Faravelli e nella Biblioteca civica letture di fiabe giapponesi.

“Con l’attenuarsi della stretta della pandemia- ci ha spiegato la Roggero- abbiamo potuto riprendere a programmare eventi culturali con ampio pubblico, molti dei quali erano stati bloccati proprio dall’arrivo del Covid. Da tempo avevamo intenzione di rendere il giusto omaggio al Maestro Ligustro, vero orgoglio della nostra città, e abbiamo quindi accolto prontamente e con entusiasmo la proposta dell’associazione Magie di Punti, che ringrazio per la collaborazione. Sarà una settimana ricca di appuntamenti, che saprà coinvolgere tante persone diverse, dai grandi ai bambini. Il tutto inserito in un periodo, maggio-giugno, che sarà di autentica rinascita per gli spazi culturali della nostra città”.

Ligustro nacque ad Imperia nel 1924, si dedicò dal 1986 esclusivamente allo studio e alla pratica della xilografia policroma giapponese e delle sue tecniche “Nishiki-E” in uso nel Periodo Edo, con la quale realizzò bellissimi esemplari stampati a mano con antichi metodi artigianali su preziose carte prodotte ancora oggi in Giappone. “Ligustro è considerato -ci spiega il noto editor e collezionista Armando D’Amaro- il più grande incisore europeo di xilografie policrome secondo la tecnica giapponese. Le sue opere sono un tripudio di colori. La sua capacità più grande fu quella di sapere trasmettere, con serenità e saggezza una cultura antica così lontana da noi. Insomma è riuscito davvero a trovare un equilibrio ideale tra Oriente ed Occidente”.

Ligustro fu maestro nella tecnica Ukiyo-e, fiorita in Giappone dal 1600 al 1800, e recepita anche in occidente, specie a livello figurativo e iconografico dall’ impressionismo al liberty.

In Giappone era una lavorazione collettiva che, dal disegno all’ incisione del legno e alla colorazione realizzava stupende stampe policrome.

Ligustro l’ha riformata modificando tecnica e strumenti, trovato materiali nuovi. Il maestro era in grado di realizzare stampe con una gamma infinita di colori. Realizzava pochissime tirature delle sue opere, spesso solo quattro, che non vendeva, ma teneva per sé ed i suoi figli, disinteressandosi al denaro.

“Del resto- concluse il Maestro quando lo incontrammo, un po’ prima di commiatarci- a quale prezzo dovrebbero essere vendute le mie opere tenuto conto dei mesi di lavori che ognuna richiede. I temi che più mi interessano sono la luce, la vita, la felicità, l’amicizia, la famiglia e la sua armonia, l’educazione e la cultura, la natura e la bellezza femminile”.

Per fortuna il patrimonio culturale ed artistico di Ligustro non è andato perduto. Il grande e generoso maestro infatti prima di lasciarci (ad Imperia l’ 11 dicembre 2015), è riuscito persino a trovare due eredi artistiche: si tratta di Stefania Semolini, in arte Edhèra e di Nella Ponte, in arte Hellory, due artiste che l’hanno seguito con passione negli ultimi anni della sua vita e sono riuscite ad apprendere da lui questa sua personalissima arte xilografica. CLAUDIO ALMANZI