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Il Nano Morgante | Il Pensiero Autonomo

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Un'immagine del film The Truman Show

C’è forse bisogno di riferirsi a storie e pensieri precedenti, anche filologicamente autorevoli, per imprimere forza argomentativa ai ragionamenti, per rafforzarne il contenuto?

In altre parole, davvero incombe sulle comune riflessioni la necessità di un inesorabile, virtuoso e fattivo supporto delle “fonti” o, invece, tali riflessioni possono guadagnarsi l’altrui attenzione solo a fronte di una loro orfana, solitaria ed eventuale sensatezza?

Il dilemma (vacuo, in apparenza) rischia di contrapporre la vanagloriosa presunzione di disporre di ragionamenti auto-diretti, senza arte ma di parte, ad una ricercata collazione citatologica, privilegiando più l’arte che la parte.

In tale estenuato confronto tra nobili  fonti e popolare pensiero, il dilemma non è esente da una qual logica, coinvolgendo l’idea che la qualità delle proprie esternazioni dipende, a prescindere da una sempre utile mutualità culturale ed ideologica, anche dalla sensata addizionale compartecipazione di elementi enucleati dalla propria personale diretta esperienza.

In altri termini, se pare esercizio retorico ed ampolloso compendiare i propri discorsi di auliche citazioni storico-critiche, pare altrettanto inconcludente attingere esclusivamente ad un improvvisato processo autarchico di pensiero, non corredato di un adeguato scandaglio critico-conoscitivo.

In buona sostanza, nell’affermare convintamente ciò che ci pare, ci si disponga, se non ad una compiuta forma relazionale di pensiero e ad una sorta di contemporanea maieutica, almeno ad una forma logica che, sebbene autodiretta, non possa non attingere ad una visione il più possibile comparativa dei volti che via via la realtà assume.

Massimiliano Barbin Bertorelli