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Diano Marina, quattro membri della famiglia De Marte arrestati per droga e armi

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Conferenza stampa della polizia per l'operazione Bocca della verità

Al termine di un’indagine antidroga, la polizia di Imperia oggi ha eseguito quattro misure cautelari, di cui tre in carcere, a carico di altrettanti membri della famiglia De Marte, originaria di Seminara (Reggio Calabria), ma da anni stabilmente radicata nel comprensorio dianese in Liguria.

L’operazione “Bocca della verità” era nata nella primavera dell’anno scorso, quando nel corso di un servizio di contorlli nei pressi della villa di famiglia dei nuclei familiari De Marte/Gaglioti, i poliziotti della Squadra Mobile notavano scendere da un’auto Antonio De Marte e suo nipote Giovanni.

Il nipote si avvicinava al muro in pietra circostante la villa e toglieva un sasso da un buco, estraendone degli involucri contenenti, presumibilmente, della sostanza stupefacente.

Individuata la “Bocca della verità” come nascondiglio della droga, in particolare cocaina da tenere pronta per le cessioni al dettaglio, veniva così avviata l’indagine costituita da servizi sul territorio ed attività di intercettazione, da cui si poteva evincere che non solo Antonio e Giovanni, ma anche altri appartenenti alla famiglia erano molto attivi nel mercato dello spaccio del levante imperiese.

Le lunghe indagini hanno quindi consentito di ricostruire numerosissimi episodi di cessione, anche in favore di noti professionisti locali, di diverse tipologie di droghe: cocaina, hashish e marijuana.

Il sistema era ben strutturato e collaudato, tanto che a numerosi clienti abituali veniva fatto credito, consegnando le dosi prima che venissero pagato agli spacciatori, salvo poi, quando necessario, ricorrere a delle minacce per ottenere il saldo di quanto dovuto.

Nel corso dell’indagine, anche con l’ausilio di altri uffici investigativi, erano già stati effettuati numerosi sequestri ed arresti in flagranza di reato.

Michele De Marte del 1969, padre del menzionato Giovanni e fratello di Antonio, era stato arrestato a Roma nel maggio scorso con oltre 6 chili di marijuana. Anche il figlio Giovanni era stato arrestato in flagranza, circa un mese dopo, a San Bartolomeo al Mare, con oltre 2 chili di marijuana.

Non solo droga, però, ma anche armi ed auto rubate rientravano nelle presunte attività della “famiglia”.

Antonio De Marte, infatti, era stato arrestato, nel dicembre 2017, nella villa di famiglia a Diano Castello, in cui erano stati trovati oltre 9 chili di marijuana, nascosti in parte nel portabagagli di un’auto provento di furto ed in parte in un vano nascosto ricavato nel sottotetto di un garage adibito a vero e proprio laboratorio per la preparazione e il confezionamento della droga, oltre ad 8 fucili da caccia con matricola abrasa, quindi armi clandestine, e altre autovetture rubate.

Agostino Gaglioti, classe 1997, nipote di Antonio e Michele e cugino di Giovanni, che nel corso dell’indagine era stato in più occasioni notato come corriere per piccole cessioni al dettaglio, veniva trovato, nella medesima occasione, in possesso di alcuni grammi di cocaina già pronti per la cessione e quindi denunciato all’autorità giudiziaria.

Dalle indagini, nel corso delle quali erano stati effettuati anche sequestri di cocaina a vari clienti, è emersa un’attività criminale professionale, condotta da spacciatori coinvolti anche nel traffico di droga a monte, in collegamento con le fonti calabresi di approvvigionamento, che riforniscono sistematicamente anche gli spacciatori locali e che, in taluni episodi, hanno finanziato gli acquisti di ingenti quantitativi di droga.

Su richiesta della locale Procura della Repubblica, il gip di Imperia ha infine emesso l’ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di Michele De Marte, Antonio De Marte e Giovanni De Marte (i primi due si trovano ristretti nel carcere di Sanremo, il terzo è stato condotto dai poliziotti in quello di Imperia). Mentre ad Agostino Gaglioti è stata applicata la misura dell’obbligo di presentazione trisettimanale alla polizia giudiziaria.