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Demolizione di tutto il ponte, quello nuovo avrà 3 corsie | Il piano ufficiale di Bucci

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Ponte Morandi, il sindaco di Genova Marco Bucci in Val Polcevera (foto di archivio)

Demolizione di tutto il viadotto autostradale rimasto ed esistente sul Polcevera per 850 metri (la lunghezza era di 1100 metri, di cui 250 metri crollati il 14 agosto scorso). Il nuovo ponte avrà tre corsie, di cui una dinamica (ossia di emergenza).

Lo si legge nel decreto numero 5  pubblicato oggi sul sito online www.commissario.ricostruzione.genova.it

Nel sito web ufficiale del Commissario per la ricostruzione e sindaco di Genova Marco Bucci sono inoltre descritte le specifiche tecniche del decreto relative alla consultazione per la procedura che porterà all’appalto.

Come si ricorderà, il Ponte Morandi non aveva corsie d’emergenza.

Nel decreto si parla anche di “materiali e tecniche tali da accelerare al massimo la realizzazione dell’opera, che dovranno avere un ciclo di vita adeguato, riciclabili con minore impatto economico ed essere compatibili ambientale”.

Nel testo si fa riferimento pure alla realizzazione della Gronda di Genova: “dovranno essere tenuti in conto nella progettazione ma non fanno parte del contratto i futuri raccordi con la gronda autostradale, il cui progetto è approvato”.

Dovrà anche essere predisposto un adeguato piano di manutenzione con interventi specifici per ogni componente ed effettuata la verifica di robustezza, simulando le criticità che possono insorgere per la perdita di componenti essenziali alla statica, come impalcati, stralli o piloni, dovrà inoltre essere sviluppato uno studio specifico che dimostri le zone di rischio sottostanti e prevedere il potenziale collasso dell’opera.

Nel corso dei lavori sarà obbligatoriamente assicurata la viabilità nord-sud su almeno due strade cittadine, le opere non dovranno mettere a rischio i servizi ed è previsto un monitoraggio dell’ambiente e di tutte le fonti di inquinamento.

Nel testo si fa riferimento pure alla realizzazione della Gronda di Genova: “dovranno essere tenuti in conto nella progettazione ma non fanno parte del contratto i futuri raccordi con la gronda autostradale, il cui progetto è approvato”.