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Decreto approvato, Rixi e Salvini: dalle parole ai fatti, risposta che Genova si aspettava

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Salvini e Rixi incontrano gli sfollati del Ponte Morandi a Genova (foto d'archivio)

“Oggi è una grande giornata, Genova e la Liguria hanno vinto. Il Decreto Genova è legge. Oltre 600 milioni di euro saranno a disposizione del commissario alla ricostruzione Marco Bucci per dare risposte agli sfollati, alle imprese, alla portualità e ai lavoratori. Grazie al lavoro di questo governo, in costante dialogo con Comune di Genova e Regione Liguria, arriveranno oltre 72 milioni alle famiglie che hanno perso la casa dopo il tragico crollo del Ponte Morandi, 55 milioni alle imprese danneggiate, 30 milioni a sostegno dei lavoratori per la cassa integrazione, oltre 48 milioni per la mobilità e il trasporto pubblico locale, oltre 44 milioni per il porto. Con le misure contenute nel decreto fiscale, già approvato, e nella legge di bilancio, Genova e la Liguria avranno 1 miliardo di euro per ripartire e tornare a crescere”.

Lo ha dichiarato stamane il viceministro delle Infrastrutture e Trasporti Edoardo Rixi, a seguito dell’approvazione, anche al Senato del decreto sulle urgenze, il cosiddetto Decreto Genova, che diventa legge.

“Da oggi Genova e i genovesi – ha spiegato Rixi – possono ricominciare a guardare al proprio futuro. Buon lavoro al commissario Marco Bucci e al presidente Giovanni Toti, che da oggi hanno finalmente le risorse per poter rilanciare la città e la regione. Dalle parole ai fatti. Genova nel cuore”.

“Sono stato a Genova e ho incontrato moltissimi cittadini dopo il tragico crollo del ponte. Sono contento – ha aggiunto il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini – che il Decreto Genova sia passato anche al Senato. Era la risposta che la città aspettava”.

Oggi il ministro Salvini è a Napoli per la riunione del Comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza e ha quindi risposto alle domande sulle normative per Ischia, contenute nel decreto sulle urgenze.

“Sono contrario alle sanatorie in linea di principio – ha sottolineato il vicepremier – perché se ne paga il prezzo come è accaduto in Sicilia”. C’erano delle istanze e se il pubblico non dà risposte da anni, in difetto è l’ente pubblico in difetto. Non sia una giustificazione l’abusivismo di necessità. L’abusivismo è illegale, ma in questo caso c’era una richiesta dei sindaci e inoltre abbiamo chiesto che ci fossero comprovate esigenze e requisiti”.

 

Le cifre del Decreto Genova pubblicate su Fb dal viceministro Edoardo Rixi (Lega)