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Boss ‘ndrangheta riciclava denaro sporco in opere d’arte custodite in Svizzera

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Carabinieri (foto d'archivio)

I carabinieri del Comando provinciale di La Spezia nei giorni scorsi hanno individuato in Svizzera conti correnti e beni riconducibili al presunto boss Santo Abossida, deceduto alcuni anni fa e ritenuto vicino a una cosca ‘ndranghetista di Cirò Marina, in provincia di Crotone.

La pista Svizzera è stata seguita dopo l’avvio dell’indagine che l’anno scorso portò al sequestro di proprietà ritenuti riconducibilii a una cosca calabrese della ‘ndrangheta dedita al traffico di droga, con ramificazioni anche in Liguria e nel resto del Nord Italia.

La documentazione sequestrata ha permesso di individuare beni trasferiti all’estero attraverso la società ‘Sc Athena Classica’, riconducibile a Bombina Abossida e Alicja Olszewska, sorella e moglie di Santo Abossida.

Sempre secondo gli investigatori, la società aveva nella disponibilità un quadro raffigurante “Bacco” attribuito alla scuola del Caravaggio e custodito nel caveau di un “punto franco” nei pressi di Lugano. Le ulteriori indagini condotte in territorio svizzero hanno consentito di individuare vari conti correnti e una cassetta di sicurezza con orologi e gioielli per un valore di 700 mila euro.