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Ad Albenga Giusto ha raccontato il suo Cammino di San Martino

Giusto e Radini a Lubljana

SAVONA. 6 LUG. L’ artista e camminatore ingauno Sergio Giusto ha raccontato la sua impresa nell’ Auditorium San Carlo ad Albenga. Sono intervenute autorità civili, religiose e militari ed hanno preso la parola, fra gli altri, il sindaco di Albenga Riccardo Tomatis, l’ editore Gerry Delfino ed il dirigente scolastico Riccardo Badino.
La serata “Il Cammino di San Martino” è stata l’occasione per ripercorrere i 1.200 chilometri sulle orme del Santo, che sono stati percorso in 49 tappe e quasi due mesi da Giusto che è stato accompagnato lungo il Cammino di San Martino dalla città natale del Santo fino ad Albenga dal fido scudiero Gianfranco “Feroce” Radini.

Si è trattato di un reportage narrativo e fotografico che verrà trasferito in un libro: “Realizzeremo- ha spiegato Gerry Delfino- un volume nel quale presenteremo tutto il percorso fatto da Sergio. Sarà corredato da cartine e fotografie scelte fra le migliaia che sono state scattate durante il viaggio. Il libro vuole essere un piccolo contributo alla possibilità di rilanciare a livello turistico un percorso che il progetto europeo New Pilgrim Age vuole cercare di valorizzare”.

E proprio del progetto ha parlato Badino: “Si tratta di una importante iniziativa triennale dedicata a San Martino, che vede coinvolti partner europei provenienti da Ungheria, Slovenia, Croazia ed Italia. Il pellegrinaggio di Sergio da Szombathely, città natale di San Martino, fino ad Albenga si inserisce proprio in questo ambito in quanto lungo il percorso ha incontrato sindaci, amministratori, ha fatto tappa in tante cittadine e località nelle quali ha incontrato scolaresche, insegnanti, esperti, cittadini dedicandosi alle tematiche educative, turistiche e storiche che credono nel progetto e che a livello locale sono rappresentati dal Circolo Didattico di Albenga, dalle le Acli di Savona, dalla Diocesi e dal Comune di Albenga e dall’ Istituto Internazionale degli Studi Liguri”.

Così Giusto ha commentato il suo cammino: “Camminare non mi è costato sacrificio perchè è una delle mie passioni. E’ stato molto più difficile questa sera raccontare al pubblico il cammino che ho compiuto in 49 tappe. E’ stata una avventura davvero entusiasmante, ma anche molto impegnativa. Non avrei potuto realizzarla senza l’aiuto fondamentale di Gianfranco ed il sostegno di tanti amici e sponsor. Mi ha fatto anche molto piacere sapere al mio ritorno ad Albenga che attraverso i social network la mia avventura sia stata seguita da quasi ventimila mila persone. La visita alla grotta all’ isola Gallinara, nella quale ha vissuto San Martino è stata la ciliegina finale di una avventura davvero significativa che mi ha toccato profondamente. Lungo il cammino ho preso contatto affinchè venga completato adeguatamente il percorso italiano, dal confine fino a Pavia, così che entro novembre si possa presentare il nuovo Sentiero di San Martino. Spero di incontrare ad Albenga i delegati che si occupano del progetto. In tal modo si potrà in futuro vedere tanti pellegrini giungere ad Albenga sulla via del Santo”.

Grande soddisfazione è stata espressa anche dal sindaco di Albenga:
“ Si tratta di un importante progetto – ha spiegato Tomatis- che è iniziato con la precedente amministrazione ed è stato approvato e cofinanziato nell’ambito del Programma Interreg Central Europe, nel quadro della politica di coesione fra popoli dell’Unione Europea. Ha l’obiettivo di cofinanziare progetti di cooperazione transnazionale. Il cammino di Sergio, impresa sportiva e culturale, bene si inserisce nella visione che ho dell’ Europa dei popoli. Un luogo bellissimo nel quale dobbiamo conoscerci maggiormente, creare amicizie, costruire ponti e non innalzare muri. Il progetto mira a promuovere anche servizi di volontariato nell’ambito della preservazione e trasmissione del patrimonio culturale tangibile ed intangibile, il “riutilizzo” dell’eredità culturale attraverso l’industria creativa e culturale, realizzando un’offerta turistica sostenibile che valorizzi il nostro territorio”.
CLAUDIO ALMANZI