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Bagarre in Sala Rossa: Hannoun al posto di Kaabour. Salis e maggioranza abbandonano aula

Bagarre in Sala Rossa: Hannoun al posto di Kaabour. Salis e maggioranza abbandonano aula
La sindaca Salis e Terrile lasciano la Sala Rossa

Tensione su Gaza e scontro verbale: seduta sospesa per mancanza del numero legale

Una seduta del Consiglio comunale di Genova si è interrotta bruscamente dopo un acceso confronto politico legato alla gestione degli aiuti umanitari destinati alla popolazione di Gaza. La discussione, incentrata su un ordine del giorno che affrontava lo stallo delle iniziative solidali raccolte in città, ha rapidamente assunto toni conflittuali, culminando con l’uscita dall’aula della sindaca Silvia Salis e dell’intera maggioranza.

Il lapsus contestato e la reazione dell’aula

Durante il proprio intervento, il consigliere di Forza Italia Mario Mascia ha fatto riferimento al consigliere del Partito Democratico Simohamed Kaabour utilizzando ripetutamente il cognome di un attivista palestinese indagato dalla procura di Genova per presunti legami con il terrorismo. Mascia ha chiarito immediatamente si trattasse di un errore involontario, ma la spiegazione non è bastata a placare le proteste. La tensione è cresciuta nel giro di pochi istanti, rendendo il clima in aula sempre più teso.

Le parole che accendono la polemica

Nel corso della stessa seduta, un ulteriore elemento di frizione era già emerso con l’intervento della consigliera Sara Tassara, esponente della lista Salis, che aveva rivolto l’espressione “assassini” alla capogruppo di Fratelli d’Italia Alessandra Bianchi, in riferimento alle posizioni del centrodestra sul conflitto in Medio Oriente. Le frasi pronunciate hanno contribuito ad aggravare il confronto politico, alimentando accuse reciproche tra i gruppi consiliari.

L’uscita della sindaca e della maggioranza

Di fronte al degenerare della discussione, la sindaca Salis si è alzata dai banchi invitando giunta e consiglieri di maggioranza ad abbandonare l’aula. La decisione è stata motivata come gesto di netta condanna per quanto accaduto, ritenuto inaccettabile. Dopo l’uscita della maggioranza, la seduta è proseguita temporaneamente con la sola presenza dei gruppi di opposizione.

Le reazioni della minoranza

I consiglieri di minoranza hanno duramente criticato la scelta della sindaca, definendola un atto senza precedenti nella storia recente dell’aula rossa. Sergio Gambino, del Gruppo Misto, ha ricordato episodi passati in cui, a suo avviso, non vi erano state reazioni analoghe da parte della prima cittadina. Secondo l’opposizione, l’uscita dall’aula sarebbe stata una strategia per evitare il voto su un documento considerato politicamente scomodo, anche in relazione alla coincidenza con il Giorno della Memoria.

Seduta sciolta e conferenza stampa annunciata

Dopo circa mezz’ora, il Consiglio comunale è stato sciolto per mancanza del numero legale. La minoranza ha annunciato una conferenza stampa in serata per commentare l’accaduto, sottolineando la gravità istituzionale dell’abbandono dell’aula da parte della sindaca e della maggioranza.

Le posizioni dei protagonisti

La deputata Ilaria Cavo ha definito l’episodio un segnale preoccupante per il confronto democratico, ribadendo che nessun gruppo aveva manifestato contrarietà all’ordine del giorno e che il dibattito avrebbe potuto concludersi regolarmente.

Dal canto suo, Mascia ha respinto le accuse di strumentalizzazione politica, sostenendo di non aver avuto modo di chiarire il proprio errore e criticando duramente la gestione della seduta da parte della maggioranza.

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Video  | La maggioranza abbandona l’aula