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Trasporti sanitari, Melis: rispettare sentenze ma dare massima apertura ad associazioni

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“L’attività di trasporto sanitario non di emergenza è oggi oggetto di interpretazione giuridica sia a livello nazionale sia europeo. Fra i quesiti, la natura di attività economica del trasporto. Il che significa: quando lo scopo è lucrativo, il servizio dovrebbe essere assegnato con un bando pubblico. Tuttavia, il Consiglio di Stato ha demandato, per un caso simile in Veneto, alla Corte di Giustizia Europea, che deve ancora pronunciarsi. La questione è aperta. L’auspicio è che si arrivi al più presto a una soluzione in Veneto, così anche noi sapremo come muoverci”.

Lo ha dichiarato oggi il consigliere regionale Andrea Melis (M5S) sul caso della sentenza del Consiglio di Stato dello scorso febbraio, che riguarda il trasporto sanitario e le pubbliche assistenze della Liguria (v. articolo precedente).

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“La sentenza che riguarda il nostro sistema non è discutibile – ha aggiunto Melis – ma il MoVimento 5 Stelle auspica che, laddove il trasporto non rivesta carattere di emergenza-urgenza, si possa spingere per forme premiali alle pubbliche assistenze, cui dovrebbe essere associato un maggiore peso visto l’importante carattere etico-sociale che rivestono.

Precedenti in questo senso ne abbiamo. In Umbria e Toscana, dove il trasporto sanitario e prevalentemente sanitario è affidato a soggetti autorizzati e accreditati secondo la disciplina prevista nel regolamento, sono riusciti a dare il giusto peso alle associazioni.

E’ stato infatti realizzato con convenzioni stipulate con le associazioni di volontariato, con la Croce Rossa Italiana, con istituzioni e organismi a scopo non lucrativo, tenendo sì conto della direttiva europea ma valorizzando il lavoro delle associazioni di volontariato, nel rispetto dei principi di economicità, efficienza e non ‘sovracompensazione’ delle spese sostenute al fine di garantire un servizio di interesse generale.

Inoltre, il Consiglio di Stato, nella sentenza del 5 novembre 2018 sul trasporto veneto, ha ammesso che vi è un evidente contrasto tra una procedura di evidenza pubblica, che garantirebbe concorrenza e imparzialità, e il partenariato pubblico. In questo caso le associazioni rientrerebbero nel perseguimento della finalità pubblica poiché integranti il sistema sanitario regionale.

Rispettando sempre le sentenze e attendendo che la Corte europea si pronunci in merito, chiediamo alla giunta regionale e all’assessora Sonia Viale di dare massima apertura alle associazioni del territorio, che sono state finora coinvolte nel servizio di trasporto”.