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Toti: in Liguria saliti a 183 i posti letto di terapia intensiva, 1072 di media intensità

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Governatore Giovanni Toti e vicepresidente regionale Sonia Viale (foto d'archivio)

“La Liguria è la regione che ha più posti di terapia intensiva in rapporto al numero di abitanti.

I numeri del nostro piano incrementale per questa emergenza parlano chiaro: abbiamo 1072 posti di media intensità, 52 a breve si aggiungeranno; 183 posti di terapia intensiva, 93 di semi intensiva.

È stato un lavoro straordinario, segno della dedizione di tutti quelli che lavorano, dai medici agli operai che allestiscono le sale di rianimazione”.

Lo ha dichiarato stasera il governatore ligure Giovanni Toti.

“Aumenteranno ancora i posti letto – ha aggiunto Toti – come purtroppo saranno ancora tanti quelli che avranno bisogno di un ricovero. Anche per questo abbiamo bisogno di incrementare anche l’assistenza sul territorio.

Abbiamo chiesto che da lunedì ogni distretto di Genova abbia una squadra Gsat che possa intervenire a sostegno di chi è a casa.

Abbiamo chiesto anche agli uffici di prevenzione delle Asl di aumentare le squadre sul territorio. Stiamo organizzando anche un servizio telefonico sempre più efficiente”.

Toti è quindi tornato sulla questione dei medici di famiglia: “Non ho mai voluto fare polemiche con i medici di famiglia. Potrei anche farle con i piccoli avvoltoi che con le negligenze del loro governo, non certo nostre, cercano di lucrare un minimo di visibilità: meschinità alle quali non bisogna dare alcun peso.

So che ci sono molti medici che rispondono eroicamente a tutte le richieste. Oggi siamo in una situazione straordinaria e non possono valere tutte le garanzie che ognuno ha per contratto: chiedo semplicemente ai medici del territorio di tenere il telefono acceso h24, di rispondere anche quando sono stanchi e di portare una parola di conforto a chi ne ha bisogno.

Nessuno vuole mandare al macello le persone, chiedo di esserci, di sgravare i nostri centralini, cosa che molti fanno e lo so bene.

Chiedo se tutti siano in pace con la loro coscienza, se hanno fatto tutto quello che dovevano fare. È un momento in cui invece di guardare ai contratti che prevedono due o tre ore di reperibilità bisogna guardare alle esigenze dei cittadini.

Questo è il mio appello e non ha nulla di strano o di polemico: stiamo chiedendo a tutti di fare ciò che è in loro potere fare. Chi lo vuole capire capisce, chi non lo vuole capire fa polemica”.