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Toti anti buonisti: no a schedatura rom, ma leggi e regole devono valere anche per loro

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Ruspa e operai migranti in via dell'Acciaio a Genova per lo sgombero del campo rom abusivo

“Penso che sia una disquisizione lessicale piu’ che una vera disputa politica. Auspico che nessuno pensi di catalogare i rom come se fossero un prodotto da supermercato tanto meno rispetto a usanze che in questo continente hanno segnato una pagina infame della storia. Credo che non si debba schedare nessuno, ma tutti debbano rispettare uguali leggi e avere uguali diritti”.

Il governatore ligure Giovanni Toti oggi è intervenuto così sulla querelle scatenata ieri dalle dichiarazioni del ministro dell’Interno Matteo Salvini a Tele Lombardia a proposito di un censimento dei nomadi in Italia, riprendendo quanto già avviato dall’ex ministro leghista Bobo Maroni e poi accantonato dagli altri governi di centrosinistra.

“Penso che i rom – ha aggiunto Toti – come tutti i cittadini e le persone che circolano liberamente nel nostro Paese secondo le regole europee, debbano rispettare queste regole. Per un cittadino rom e sinti, italiano e straniero, non ci possono essere regole diverse come invece oggi spesso accade. Se uno si accampa con una roulotte in piazza Piccapietra e’ assai probabile che i vigili urbani di Genova non solo lo sgomberino ma anche lo multino. E’ altresi’ evidente a tutti che questo non accade per altre categorie di persone”.

Successivamente, il governatore Toti ha aggiunto: “Penso che il ministro Salvini sia un uomo di buonsenso”.