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Stop dal Pd ligure: figlio dell’ex sindaco di Genova non può fare il presidente della Regione

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Beppe Grillo e Ferruccio Sansa (foto di repertorio fb)

Ennesimo colpo di scena nella scelta del candidato presidente della coalizione giallorossa per le prossime regionali in Liguria. L’atteso via libera da parte del Partito democratico al figlio dell’ex sindaco di Genova e giornalista del “Fatto quotidiano” Ferruccio Sansa, non e’ arrivato.

Secondo quanto ricostruito nel primo pomeriggio di oggi dall’agenzia Dire, la segreteria regionale del Partito democratico, convocata stamattina d’urgenza e in formazione allargata, non ha trovato una quadra su quella che sembrava essere l’ultima opzione rimasta in campo dopo la burrascosa serata romana di ieri.

Ora il segretario ligure Simone Farello tornera’ al tavolo romano, con delegazioni nazionali e locali, nel tentativo di rilanciare una trattativa che si fa sempre piu’ in salita.

Il nome del giornalista genovese era stato uno dei primi a circolare in caso di conferma dell’assetto di Governo.

Gia’ a inizio anno, quando ancora non si era esposto ufficialmente, aveva ottenuto l’endorsement della societa’ civile di area centrosinistra, guidata dalla Comunita’ di San Benedetto, che aveva di fatto riunito la stessa base che aveva sostenuto prima il sindaco di Genova Marco Doria, poi la candidatura di Gianni Crivello contro Marco Bucci.

A fine febbraio, stanco della continua melina, Sansa aveva annunciato con un “vaffa” sul blog “LiguriTutti”, che gestisce assieme al collega dell’edizione genovese di “Repubblica” Marco Preve, che si sarebbe tirato indietro.

Tuttavia, in molti avevano scommesso che non sarebbe stato un addio definitivo. Tanto che il nome di Ferruccio Sansa era tornato di attualita’ dopo l’addio al Movimento 5 Stelle di Alice Salvatore.

Lui, nel frattempo, sempre dalle pagine del suo blog, Ferruccio Sansa stava iniziando a piantare qualche seme di programma elettorale, attaccando la gestione Toti dell’emergenza coronavirsu, provando a riconquistare qualche simpatia tra le fila piu’ moderate dem.

In quegli stessi giorni, pero’, il Pd stava sondando il terreno per un candidato piu’ di area, anche se pur sempre proveniente dalla societa’ civile.

La scelta sarebbe, poi, ricaduta sull’ex presidente della societa’ Porto Antico, Ariel Dello Strologo. Un nome potenzialmente buono anche per i pentastellati locali, non fosse stato per il tentativo dei dem di imporsi, forzando la mano e facendo uscire il profilo senza alcuna preventiva condivisione.

Cosi’ e’ arrivato il veto M5S e, tra riunioni interlocutorie e vertici rimandati, si e’ giunti al rendez-vous di ieri sera.

In cui, per un momento, sembrava che lo Ferruccio Sansa fosse definitivamente fuori da giochi, nonostante l’appoggio incondizionato dell’area piu’ a sinistra della coalizione.

Poi, l’apertura del Movimento 5 Stelle ha fatto ripartire la giostra: via libera anche dal capo politico reggente pentastellato, Vito Crimi, e dal vicesegretario del Partito democratico, il ligure Andrea Orlando.

Ma, a quel punto, e’ stato il segretario regionale del Pd, Simone Farello, a chiedere un confronto interno.

E, stamattina, la differenza di vedute tra il Pd ligure e nazionale e’ uscita definitivamente allo scoperto.

Oggi alle 15 tornera’ a riunirsi il tavolo romano, con rappresentanti nazionali e locali ma la matassa e’ sempre piu’ ingarbugliata.

Intanto, Italia viva resta alla finestra: quasi sicuramente non sarebbe stata della partita se il capitano indicato fosse stato Ferruccio Sansa, considerato “troppo radicale”.

I renziani, peraltro, accusano i giallorossi di averli esclusi da qualsiasi decisione, anche se erano stati loro stessi a voler restare ufficialmente fuori dai tavoli di contrattazione. Ma con questi continui capovolgimenti di fronte, il triplice fischio puo’ ancora attendere.