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Schiena dritta, fango e sudore: la leggenda del rugby non c’è più. Ciao, Marco

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Il campione Marco Bollesan (foto di repertorio fb)

Ribelle con la schiena dritta. Fango, sudore e sangue. E’ morto ieri sera a Bogliasco il campione Marco Bollesan, ex terza linea e leggenda del rugby italiano. Era nato 79 anni fa a Chioggia ed era genovese d’adozione.

Quella di Bollesan è la seconda scomparsa di un grande campione della palla ovale, dopo quella del 54enne Massimo Cuttitta morto a causa di complicanze da Covid-19. Un calvario per un male contro cui lottava da tempo, affrontato a testa alta come aveva sempre fatto in ogni occasione della vita.

Cresciuto nel Cus Genova, il “leone” e “guerriero” genovese fu 47 volte in Nazionale, 34 volte capitano degli azzurri, commissario tecnico alla prima Rugby World Cup del 1987, team manager e addetto alle relazioni esterne.

Bollesan per un breve periodo fu anche consigliere comunale di Genova e nel 2006 fu nominato presidente di SportinGenova, società al 70% di partecipazione pubblica che fino al 2014, anno della sua liquidazione, gestì tutti gli impianti sportivi di proprietà del Comune.

Nel 2015 fu inserito dal Coni nella Walk of fame dei cento italiani che hanno fatto la storia dello sport. La mattonella con il suo nome è infatti presente nel Viale delle Olimpiadi al Foro Italico a Roma.

Il rosario è in programma alle 17.30 di oggi nella Chiesa di Sant’Antonio a Genova Boccadasse e domani alle 11.30 nella stessa Chiesa si svolgerà il funerale. Ciao, Marco. FGraf