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Rogo di Primavalle, Vaccarezza (FI) ricorda l’odio assassino di Potere Operaio

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Orrore rogo di Primavalle

Il rogo di Primavalle è stato un atto delittuoso compiuto da alcuni aderenti al movimento extraparlamentare di estrema sinistra Potere Operaio nel quartiere popolare di Roma il 16 aprile 1973. Nell’incendio persero la vita Virgilio e Stefano Mattei rispettivamente di 22 e 8 anni, figli di Mario Mattei, segretario locale del Movimento Sociale Italiano.

Per quel tragico episodio furono condannati, a 18 anni di reclusione per incendio doloso e duplice omicidio colposo, oltre che per uso di esplosivo e materiale incendiario (con pena prescritta) tre esponenti dell’organizzazione Potere Operaio, che se la cavarono anche perché riparati all’estero.

“Quasi mezzo secolo è passato dalla notte di Primavalle – ha ricordato oggi il capogruppo regionale di Forza Italia, Angelo Vaccarezza – notte di orrore e morte, quando venne calpestato ogni sentimento di umana pietà, quando il fuoco che uccise due innocenti squarciò il buio di quel 16 Aprile.

Pochi ricorderanno. Eppure, la tragica storia dei fratelli Mattei, è parte della storia del nostro Paese, della nostra Patria. Uccisi dall’odio, dalla follia, dalla crudeltà. Uccisi nel posto che per loro avrebbe dovuto essere più sicuro: la loro casa, il luogo dei loro sogni, dei loro progetti, delle loro speranze. Parlo di crudeltà e follia non a caso.

Chi diede fuoco quella notte, all’abitazione dove vivevano otto persone, aveva la precisa intenzione di uccidere. Non spaventare, né avvisare ma uccidere.

Potere Operaio, gruppo della sinistra estrema, aveva scelto di dimostrare così il dissenso. Distruggendo, cancellando, annientando.

Mario Mattei, di mestiere netturbino con la passione per la politica, segretario della sezione di quartiere del Movimento Sociale Italiano. La moglie Annamaria, e sei figli. Fra i ragazzi le due vittime: Virgilio, 22 anni, e il fratellino Stefano di soli 8 anni. Morti bruciati nel tentativo di fuggire.

Anche se oggi quasi nessuno ricorderà quella notte atroce e infinita é nostro dovere non dimenticare, far sì che le nuove generazioni sappiano e non decidano di seguire il vigliacco esempio di personaggi indegni. Il fuoco di quella notte, a Primavalle, non ha smesso mai di bruciare”.