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Riaperture, le proposte avanzate dalle Regioni: i possibili scenari

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Riaperture | Le proposte avanzate dalle Regioni, i possibili scenari

In mattinata dovrebbe esserci l’incontro con la cabina di regia dopo aver ascoltato il CTS e l’Esecutivo

Le Regioni hanno avanzato ieri le loro proposte e regole per far ripartire le attività commerciali e l’Italia. Oggi toccherà alla cabina di regia dare un responso dopo aver ascoltato il Comitato Tecnico Scientifico.

Proprio ad opera della cabina di regia verranno discussi i dati settimanali del contagio in vista dell’adozione delle nuove misure a maggio e della scadenza del decreto del 30 aprile.

Quello che emerge è anche un possibile prolungamento dello stato di emergenza fino al 31 luglio.

Nel breve periodo, in un’Italia in buona parte arancione, a rischiare la zona rossa potrebbe essere la Sicilia, che si aggiungerebbe a Puglia, Sardegna e Valle d’Aosta. Arancione potrebbe, invece, diventare la Campania.

Dalla Conferenza delle Regioni emerge una richiesta di riaperture, anche in zona rossa, di alcune attività “in condizioni di sicurezza e nel rispetto dei protocolli di prevenzione”, ma anche una riconfigurazione dei metodi per la scelta nell’attribuzione dei colori.

Certamente le regole entro le quali sarà possibile procedere ad eventuali riaperture non sono ancora certe.

Per quello che trapela, i primi a poter riaprire potrebbero essere i ristoranti e i bar, forse già dal 26 aprile.

Nei locali al chiuso vengono stabiliti i due metri di distanza, mentre all’aperto la distanza si riduce a un metro, sempre mantenendo l’obbligo della mascherina quando non si è seduti.

Da parte delle Regioni c’è la richiesta di consentire lo svolgimento sia del servizio del pranzo che della cena.

Tra le proposte avanzate sembra, però, difficile che possa essere accolta la possibilità di applicare misure analoghe da estendere anche alla zona rossa.

Inoltre negli esercizi di ristorazione che prevedono posti a sedere non si consumerebbe al banco dopo le 14.

Per quanto riguarda le attività sportive, per il momento c’è ancora un no agli sport da contatto fisico.

Per quanto riguarda le piscine potrebbero venire riaperte ma con una distanza per ogni nuotatore di 7 mq. Per le palestre sarà necessario regolare l’accesso agli attrezzi, delimitando le almeno di un metro la distanza tra le persone quando non svolgono attività fisica e almeno due metri durante l’attività fisica. Da affrontare poi c’è il problema per l’utilizzo di docce e spogliatoi.

Per cinema, teatri e spettacoli dal vivo, misure di distanziamento, frontale o laterale, tra gli spettatori se indossano la mascherina e almeno due metri di distanza qualora le disposizioni prevedano di non indossarla.

Sarebbero previsti tamponi all’ingresso, test negativi effettuati nelle ultime 48 ore o certificato che dimostri il completamento della vaccinazione.