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Pacchi bomba a magistrati ed anarchici arrestati: la pista parte ancora da Genova

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Un'operazione dei Carabinieri del Raggruppamento Operativo Speciale (foto d'archivio)

Le indagini condotte dal Ros dei carabinieri

L’indagine dei carabinieri del Ros avviata dalla Procura di Milano che ha portato all’arresto di tre anarco insurrezionalisti accusati di attentato con finalità di terrorismo, porta ancora a Genova.

Secondo l’accusa i tre, Giuseppe Bruna, 49enne, agrigentino trapiantato a Ferrara, Robert Firozpoor, 23enne di origine iraniana, infermiere nel modenese e Natascia Savio, 35enne, torinese, sarebbero gli autori dei plichi bomba confezionati ed inviati ai magistrati che indagavano sugli anarco-insurrezionalisti e chi gestiva una detenzione “troppo dura per i compagni in prigione”.

Era l’estate del 2017 quando vennero spediti 3 pacchi esplosivi che vennero intercettati.

Gli ordigni, composti da un meccanismo di attivazione a strappo, per le loro potenzialità potevano ledere anche la vita dei destinatari.

I plichi vennero spediti da Genova, smistati dal centro dell’aeroporto e proprio a Genova sono stati raccolti elementi, tra cui filmati, utili alle indagini.

La svolta alle indagini è stata data dal rinvenimento della scritta a matita ’40 centesimi’ trovata sulle sulle buste.

Gli investigatori hanno individuato l’unico negozio di Genova che le deteneva, un cinese del centro storico e gli acquirenti, due degli arrestati.

Nello stesso orario in cui venivano acquistate le buste, in un adiacente internet point di Genova, venivano ricercati in rete gli indirizzi dei destinatari a cui sarebbero stati spediti i pacchi esplosivi.

Sempre nello stesso orario veniva effettuata sul sito dell’ordine degli avvocati, la ricerca dei mittenti fittizi.

I tre arrestati si ricongiungevano poco dopo e venivano ripresi mentre passeggiavano camminando distanti