Home Cronaca Cronaca Genova

Noi a casa, loro al mercatino nei vicoli. Olivieri: più militari e agenti

0
CONDIVIDI
Raduno stranieri (foto Olivieri)

Molti genovesi rinchiusi in casa. Molti genovesi ancora in giro senza valido motivo, ma in particolare in città e nel Centro storico si sono registrati tanti stranieri “a zonzo”.

Genova, si radunano o passeggiano lontano da casa: denunciati. Molti stranieri

La conferma è arrivata dal consigliere delegato municipale alla Sicurezza Antonio Susi Olivieri (Lega) che oggi ha anche inviato alcune foto ai media.

“Nell’incontro di stamane del tavolo di sicurezza organizzato dalla Prefettura – ha spiegato Olivieri – è uscito un quadro che prevede un rafforzamento sui controlli di ordine e sicurezza pubblica. Una presa di consapevolezza sulla vivibilità e i problemi che sta vivendo il nostro Centro storico.

Voglio ringraziare le nostre Forze dell’ordine. Il loro impegno è costante, preciso e deciso. Per questo ritengo che meritino un aiuto in questo clima di emergenza.

Detto questo, ho ricevuto numerose segnalazioni sulla massiccia presenza di spacciatori di droga nella delegazione.

Questa ordinanza, che abbassa il numero dei frequentatori dei nostri vicoli, riesce a mettere in luce il loro reale numero, in quanto non si possono più mischiare con la popolazione.

Inoltre, altro fattore da tenere conto, la mancanza di clienti li rende ancora più aggressivi.

Altro problema sono gli assembramenti che si creano ancora oggi, uno su tutti il mercato abusivo davanti alla casa di culto in vico del Fregoso, che avviene con le stesse modalità pre-emergenza e che spaventa di più i residenti.

Potrei citare altri numerosi esempi, quali via Pré, salita Pollaiuoli, via S. Luca, situazioni diverse e simili tra loro.

Alcuni punti nel Centro storico vanno presidiati, chiedendo l’ausilio dell’Esercito. Necessario è restituire sicurezza alla cittadinanza e ridurre così anche il lavoro alle nostre Forze dell’Ordine. Ci confrontiamo con una realtà difficile, in cui le cronache sono piene di preoccupazioni e indicazioni spesso contraddittorie, quindi sarebbe molto utile avere qualche pensiero in meno. Ci vuole più coraggio per aiutarci tutti”.