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Micromobilità elettrica: il monopattino in città

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Micromobilità elettrica: il monopattino in città

Le tematiche di clima ed ambiente sono oggi realmente scottanti, che impegnano i media a vario titolo. Sempre più spesso al centro di tavole rotonde e dibattiti si parla di inquinamento e di mobilità sostenibile, ovvero rispettosa verso l’uomo e la natura.

Micromobilità elettrica: il monopattino in città

In questo senso, in epoca molto recente, è nato un movimento che spinge per la cosiddetta “micrmobilità elettrica”, ovvero lo spostarsi con l’ausilio di mezzi di piccole dimensioni con motore non a scoppio. Uno di questi è il monopattino, attorno al quale si sta creando un vero e proprio fenomeno culturale.

Abbiamo incontrato Simone Rosai, che insieme ai fratelli Renato e Paolo ha creato un vero e proprio club di appassionati.

Micromobilità elettrica: il monopattino in città

“Mi sono interessato al fenomeno dei monopattini elettrici come mezzo di trasporto per la città”, ci spiega Rosai, “ed ho scoperto dietro a questi un vero e proprio mondo, con enorme diffusione in vari continenti, mentre in Italia non esisteva nulla del genere”. Da qui l’idea di fondare un club, dove incontrarsi e scambiarsi idee e consigli tra gli utilizzatori di questo piccolo mezzo di trasporto, che oggi in Italia conta oltre duemila iscritti.

L’idea è quella di diffondere come questo mezzo sia un reale strumento per agevolare gli spostamenti in città senza usare auto o altri veicoli a motore, abbattendo di molto la presenza di CO2.

Micromobilità elettrica: il monopattino in città

Un oggetto di facile utilizzo, economico e poco ingombrante che consente di coprire discrete distanze senza problemi di posteggio o ingombro. Il monopattino si ricarica rapidamente ad un costo quasi irrisorio. Un oggetto che pesa tra gli undici e i venti chilogrammi, che si ripone agevolmente nella cappelliera del treno e si trasporta a tracolla con minima fatica.

“Il monopattino aiuta molto nel coprire il cosiddetto –ultimo miglio-“, prosegue Rosai, “ovvero l’ultimo pezzo di tragitto casa lavoro che la persona deve compiere giornalmente, magari poco servito dai mezzi pubblici. Su questo tratto il mezzo elettrico è davvero imbattibile”.

Micromobilità elettrica: il monopattino in città

Il monopattino infatti permette di percorrere una distanza massima di circa sette chilometri a tratta, quindi sui quindici andata e ritorno, sia per il discorso autonomia delle batterie sia per la velocità di crociera.

Questi oggetti permettono infatti di viaggiare fino a venti/venticinque chilometri all’ora, numeri di tutto rispetto per degli “acceleratori di andatura”, come vengono definiti i monopattini. Esistono tuttavia una serie di problemi verso questi mezzi, ovvero non riescono ad essere categorizzati tra le fattispecie circolanti, risultando quindi ciclomotori privi di targa, omologazione ed assicurazione, contravvenendo quindi alle norme del codice della strada.

Micromobilità elettrica: il monopattino in città

L’idea del club è di catalizzare l’interesse attorno ai monopattini, avviando anche sperimentazioni come è avvenuto in varie città italiane ed all’estero, dove in alcune metropoli si trovano anche mezzi a noleggio per alleggerire il traffico convulso.

In zone quali gli Emirati Arabi esistono veri e propri gruppi di appassionati che, non solo utilizzano i monopattini per andare al lavoro, ma anche come strumenti di svago per uscire la sera o andare a fare shopping. Per sviluppare questa idea di piccola mobilità sostenibile alimentata da batterie elettriche, Simone Rosai insieme ai fratelli sta cercando di sollecitare le amministrazioni nello sperimentare questi mezzi, per apprezzarne le doti di agilità e semplicità di utilizzo con grande beneficio per l’ambiente.

Micromobilità elettrica: il monopattino in città

Per soggetti pubblici, privati e per i tanti curiosi, al fine di saperne di più, si può esplorare la pagina Facebook Club Italiano del Monopattino Elettrico, email clubitalianomonopattinoeco@gmail.com. (Foto di Club Italiano del Monopattino Elettrico).

Roberto Polleri