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L’era della censura: Twitter blocca Libero, solidarietà da Meloni e Salvini

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L'account del quotidiano Libero su Twitter

Come il Ministero della Verità in 1984 di George Orwell?

Twitter da ieri “limita temporaneamente” l’account del quotidiano Libero del direttore Pietro Senaldi, su cui scrivono importanti firme come l’editorialista Vittorio Feltri e il prof. genovese Paolo Becchi.

Su @Libero_official l’account risulta “temporaneamente limitato” perché secondo i responsabili di Twitter avrebbe “eseguito delle attività sospette”.

Twitter non ha ancora spiegato quali sarebbero queste presunte “attività sospette” svolte dal quotidiano, che notoriamente, come tutti gli altri quotidiani italiani, è soggetto anche alla legge sulla stampa.

Visto e considerato che non risulta alcuna violazione della legge, non si capisce per quali motivi i responsabili della piattaforma pubblica si siano arrogati il diritto di censurare ovvero limitare l’account di un quotidiano italiano tacciandolo, peraltro di “attività sospette”.

Vari opinionisti e giornalisti oggi hanno segnalato che invece gli account di molti dittatori, dal venezuelano Maduro all’iraniano Khamenei, al turco Erdogan, i cui post o cinguettii sono stati molto violenti, non sono mai stati censurati, come per esempio è capitato l’altro giorno al presidente Usa uscente Donald Trump.

Solidarietà al direttore Pietro Senaldi e ai giornalisti del quotidiano Libero “contro ogni tipo di censura” della stampa è stata espressa, tra gli altri, dal leader della Lega Matteo Salvini, dal responsabile Innovazione di Fratelli d’Italia Federico Mollicone e dalla presidente del partito Giorgia Meloni, dal presidente della fondazione Democrazia Cristiana Gianfranco Rotondi, dal governatore della Lombardia Attilio Fontana.