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La protesta dei ristoratori vista da dentro. Vinelli: costretti a vivere alla giornata

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L’idea è quella di essere il “Calimero di turno” alla mercé dei decreti anti Covid e del Governo Conte.

Così il malcontento dei ristoratori genovesi si è spostato dall’Agorà del social alla piazza reale. In questo caso Piazza De Ferrari, “sotto la Regione”, dove un nutrito gruppo di ristoratori genovesi ha messo da parte piatti e casseruole per mettere in tavola una protesta garbata, sentita e infreddolita.

Ci si poteva attendere una partecipazione più nutrita. Agli organizzatori basta già così.
A suonare la carica sono stati Enrico Vinelli (foto sotto), patron del ristorante Hostaria Ducale di Genova e Alessandro Dentone, presidente della Federazione Italiana Cuochi per Genova e Tigullio.

“Non abbiamo certezze e non riceviamo rispetto come lavoratori ed imprenditori – dice Dentone – Ci comunicano le cose senza il dovuto anticipo e siamo costretti a vivere alla giornata”.

-Voi dite “non siamo un frigorifero che si apre e si chiude come si vuole”…
“Certo. Come ben sapete, andare ad un ristorante è un ‘esperienza. Si assaggia un piatto, si apre una bottiglia, si sta insieme. Già è triste andarci a pranzo, se poi ci fanno chiudere il fine settimana è grave. Ancora più grave per quei ristoranti che lavoravano in prevalenza la sera e che adesso possono solo stare chiusi.”

-Freddo, convocazione all’improvviso e giornata di apertura possono aver inciso sulle presenze in piazza. Contenti della partecipazione?
“E’ andata bene – dice Enrico Vinelli che aggiunge – abbiamo avuto una buona partecipazione di pubblico. L’idea di questa manifestazione era quello di chiedere, ancora una volta , un po’ di attenzione, un po’ di rispetto. Ieri mattina, 6 gennaio, abbiamo saputo che oggi avremmo dovuto riaprire”
-Qualcuno dice che con tutti i soldi che avete guadagnato in passato, pochi mesi di chiusura non significano nulla?
“Non è così, non è vero. Si faceva fatica a realizzare dei guadagni prima, figuratevi adesso. Ma non è questo il punto. La questione è che ci vuole una strategia, del rispetto per le persone e dobbiamo sapere che cosa si deve fare a lungo termine.”
-A Genova come stanno andando le cose?
“Siamo stati fatti passare per untori -continua Enrico Vinelli – Non mi pare che i dati scientifici confermino questa teoria. I contagi aumentano e il mio post di convocazione della manifestazione è arrivato dopo che, nei giorni scorsi, sono stato in un supermercato genovese e mi sono trovato, per la prima volta , in difficoltà. C’era gente ovunque e nessuno controllava. Quando ti fanno chiudere la tua attività e poi, in zona rossa, esci e vedi scene del genere, vedi gente ammucchiata senza controllo, qualche domanda te la poni.”

Certo che suona un po’ strano accorgersi che per chef e ristoratori in piazza, per la prima volta, l’augurio sia che quello che hanno servito oggi possa andare per traverso a qualcuno. A chi immaginatelo voi.

MARCO BENVENUTO